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Marmettola nel fiume:  maxi-multa al Comune 

Marmettola nel fiume:  maxi-multa al Comune 

La Provincia ha emesso una sanzione di 9mila euro nei confronti di Seravezza  Il tribunale le dà ragione ma l’ente ricorre in appello: «Sentenza non motivata»

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SERAVEZZA. Uno sversamento di marmettola nel rio Bonazzera – risalente al 2008: all’epoca sindaco era Ettore Neri – continua oggi a far litigare davanti ai giudici la Provincia e il Comune. Lo scarico abusivo fu causato da una ditta privata, ma la Provincia aveva emesso una sanzione di oltre 9mila euro anche nei confronti di Seravezza: l’autorizzazione rilasciata, secondo l’ente, era carente di autorizzazione provinciale.
La prima sentenza, favorevole alla Provincia, c’è stata a marzo, ma il Comune di Seravezza – forte delle sue ragioni – ha deciso di ricorrere in appello incaricando il proprio legale. Il caso risale al 2008, quando la polizia provinciale rilevò uno scarico di acque reflue di un’azienda di marmo nel Rio Bonazzera, nei pressi della via Aurelia. Scattò la multa sia per la società di marmo, che aveva scaricato solidi oltre i limiti di legge consentiti, ma anche per il Comune.
«La Provincia – spiega Simone Leo, legale incaricato di difendere il Comune – sostiene che l’autorizzazione rilasciata all’azienda fosse carente della loro autorizzazione, che avrebbe dovuto richiedere lo stesso Comune». Questa è la tesi dell’ente sovraordinato, che ha già avuto ragione davanti al primo giudice. Secondo il Comune la sentenza però non è motivata. «Sarà una delle ragioni per cui ci opporremo – dice Leo – oltre al fatto che siamo di fronte a una contraddizione. L’autorizzazione del Comune secondo noi era corretta per due ragioni: primo perché imponeva all’azienda di depurare le acque prima di scaricarle nel Rio, avendo anche il parere favorevole dell’Arpat; secondo, la Provincia ha sanzionato la ditta perché non ha rispettato le stesse prescrizioni date da noi nell’autorizzazione comunale, e quindi conferma che era corretta. Un ente non può dire che un atto è illegittimo però applicare una sezione sulla base del medesimo».
Una vicenda che suona a paradosso: il privato viola la legge e a pagare – secondo la Provincia – deve essere anche il Comune. «La legge ha tempi lunghi – commenta il sindaco, Riccardo Tarabella – e oggi questa vicenda, avvenuta negli scorsi anni e nello scorso mandato amministrativo, ci coinvolge anche noi. Abbiamo letto le conclusioni e non ho potuto che mantenere la linea intrapresa dall’ex sindaco Neri, che fra l’altro viene coinvolto pienamente dall’accusa, altro motivo per cui non lasceremo decadere così la questione».
Tiziano Baldi Galleni

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