Gioco
Domenici cuore granata inaugura il “Filadelfia”
di Massimo Guidi
Oggi il cantautore viareggino canterà le sue tre canzoni composte per il Torino durante la festa per l’apertura del nuovo stadio: «È un sogno che si avvera»
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VIAREGGIO. Gianluca Domenici è un personaggio nella Torino granata. Anni fa il cantautore viareggino, tifoso fin da bambino dei granata, scrisse una canzone, La Forza del Toro, dedicato alle gesta del Grande Torino. Non è mai diventato l’inno della squadra granata, ma negli anni ha fatto sempre più breccia nel cuore della tifoseria diventando un cult, un po’ come Delafia, altro pezzo scritto da Gianluca, lo è per tutti i viareggini.
E allora ecco che Gianluca non poteva mancare ad una giornata storica attesa da tanto, troppo tempo, dal popolo granata: la riapertura del “Filadelfia”, il tempio del Grande Torino, in programma per questa mattina alle 11. I festeggiamenti organizzati dalla Fondazione Filadelfia che potranno essere seguiti su Toro-Channel (Canale 234 di Sky), proseguiranno fino alle 19 e Gianluca, da cantore del Toro, è stato invitato a salire sul palco dal quale proporrà tre canzoni dedicate alla sua squadra del cuore: La Forza del Toro, Se sei del Toro e Forza Toro, Forza Toro, Forza Toro.
Non è la prima volta che Gianluca canta per il Toro ma farlo al “Filadelfia” sarà sicuramente una cosa unica. «Ho già cantato ad altri eventi granata che si sono tenuti al Museo del Grande Torino o in occasione del Natale Granata, ma esibirmi al Filadelfia in occasione dell’inaugurazione mi procurerà sicuramente un’emozione unica. Pensa, cantare nel tempio del Grande Torino. Non sto nella pelle».
Sarà la prima volta che entrerai al “Filadelfia”?
«No. L’ho visitato una volta di notte. Avevo il cuore a mille. Mi sembrava di udire il suono della mitica tromba che dava la carica alla squadra e l’incitamento dei tifosi che battevano i piedi sulle tribune di legno ritmando Toro-Toro. Ho anche un mattone del vecchio Filadelfia che acquistai mi pare per 50 euro».
Ma come nasce la passione di Gianluca Domenici per il Torino?
«Avevo otto anni e mio papà, Athos ma che tutti conoscono semplicemente come “Didi”, mi raccontò le gesta e la fine del Grande Torino. Rimasi affascinato e siccome non avevo una squadra del cuore, iniziai a fare il tifo per i colori granata. Era il 1975. Mi reputo anche un portafortuna della squadra, visto che ero a Bilbao quando vincemmo in Europa League e ho visto il Toro vincere nei due derby ai quali ho assistito allo stadio».
E questa scelta come fu presa da tuo padre tifoso interista?
«Mio padre era un simpatizzante del Toro. Poi passò a tifare Inter solo quando un Mazzola (Sandro) iniziò a giocare con i nerazzurri. Per lui era la continuazione del grande Valentino. Ma da qualche anno l’ho ricondotto sulla retta via ed ora tifa Toro assieme a me».
Nel 2006 scrivi “La voce del Toro”, la prima delle tue otto canzoni sui granata. Quella che ti ha fatto entrare nel cuore dei tifosi. Come nasce l’idea?
«Volevo scrivere qualcosa che toccasse le corde dei tifosi. Per la musica ho sfruttato quella di un’altra mia canzone, La voce del mare, che calzava a pennello».
Canzone che speravi potesse diventare l’inno ufficiale del Toro.
«Non lo è diventata. Ma è come lo fosse perché viene cantata allo stadio prima delle gare ed è inserita in molte compilation sul Torino oltre ad essere utilizzata come suoneria da tanti tifosi granata. E che non dimentichiamo è stata per un bel po’ di tempo nella hit parade dei cd singoli. Ad un certo punto mi sono ritrovato davanti a Ligabue, Jovanotti e Madonna».
Per il futuro hai in mente di scrivere qualche altra canzone per la tua squadra?
«Sicuramente. Spero per la fine di questo anno».
Come ti vestirai per salire sul palco?
«Sicuramente non di granata sarebbe troppo banale, anche se metterò al collo una sciarpa del Toro. Al di là del look, voglio trascinare nel ballo il popolo granata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E allora ecco che Gianluca non poteva mancare ad una giornata storica attesa da tanto, troppo tempo, dal popolo granata: la riapertura del “Filadelfia”, il tempio del Grande Torino, in programma per questa mattina alle 11. I festeggiamenti organizzati dalla Fondazione Filadelfia che potranno essere seguiti su Toro-Channel (Canale 234 di Sky), proseguiranno fino alle 19 e Gianluca, da cantore del Toro, è stato invitato a salire sul palco dal quale proporrà tre canzoni dedicate alla sua squadra del cuore: La Forza del Toro, Se sei del Toro e Forza Toro, Forza Toro, Forza Toro.
Non è la prima volta che Gianluca canta per il Toro ma farlo al “Filadelfia” sarà sicuramente una cosa unica. «Ho già cantato ad altri eventi granata che si sono tenuti al Museo del Grande Torino o in occasione del Natale Granata, ma esibirmi al Filadelfia in occasione dell’inaugurazione mi procurerà sicuramente un’emozione unica. Pensa, cantare nel tempio del Grande Torino. Non sto nella pelle».
Sarà la prima volta che entrerai al “Filadelfia”?
«No. L’ho visitato una volta di notte. Avevo il cuore a mille. Mi sembrava di udire il suono della mitica tromba che dava la carica alla squadra e l’incitamento dei tifosi che battevano i piedi sulle tribune di legno ritmando Toro-Toro. Ho anche un mattone del vecchio Filadelfia che acquistai mi pare per 50 euro».
Ma come nasce la passione di Gianluca Domenici per il Torino?
«Avevo otto anni e mio papà, Athos ma che tutti conoscono semplicemente come “Didi”, mi raccontò le gesta e la fine del Grande Torino. Rimasi affascinato e siccome non avevo una squadra del cuore, iniziai a fare il tifo per i colori granata. Era il 1975. Mi reputo anche un portafortuna della squadra, visto che ero a Bilbao quando vincemmo in Europa League e ho visto il Toro vincere nei due derby ai quali ho assistito allo stadio».
E questa scelta come fu presa da tuo padre tifoso interista?
«Mio padre era un simpatizzante del Toro. Poi passò a tifare Inter solo quando un Mazzola (Sandro) iniziò a giocare con i nerazzurri. Per lui era la continuazione del grande Valentino. Ma da qualche anno l’ho ricondotto sulla retta via ed ora tifa Toro assieme a me».
Nel 2006 scrivi “La voce del Toro”, la prima delle tue otto canzoni sui granata. Quella che ti ha fatto entrare nel cuore dei tifosi. Come nasce l’idea?
«Volevo scrivere qualcosa che toccasse le corde dei tifosi. Per la musica ho sfruttato quella di un’altra mia canzone, La voce del mare, che calzava a pennello».
Canzone che speravi potesse diventare l’inno ufficiale del Toro.
«Non lo è diventata. Ma è come lo fosse perché viene cantata allo stadio prima delle gare ed è inserita in molte compilation sul Torino oltre ad essere utilizzata come suoneria da tanti tifosi granata. E che non dimentichiamo è stata per un bel po’ di tempo nella hit parade dei cd singoli. Ad un certo punto mi sono ritrovato davanti a Ligabue, Jovanotti e Madonna».
Per il futuro hai in mente di scrivere qualche altra canzone per la tua squadra?
«Sicuramente. Spero per la fine di questo anno».
Come ti vestirai per salire sul palco?
«Sicuramente non di granata sarebbe troppo banale, anche se metterò al collo una sciarpa del Toro. Al di là del look, voglio trascinare nel ballo il popolo granata».
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