Gioco
nel burlamacca
Relitto recuperato dalla Capitaneria
VIAREGGIO. Il relitto di un natante abbandonato, di circa 5 metri di lunghezza, semi affondato lungo il Canale Burlamacca nei pressi del Ponte di Pisa, è staro recuperato ieri pomeriggio, grazie alla...
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VIAREGGIO. Il relitto di un natante abbandonato, di circa 5 metri di lunghezza, semi affondato lungo il Canale Burlamacca nei pressi del Ponte di Pisa, è staro recuperato ieri pomeriggio, grazie alla collaborazione della ditta locale “La Magica srl”.
A coordinare le operazioni di recupero sono stati i militari dell’ufficio Nostromi della guardia costiera viareggina, che da tempo monitoravano la situazione.
La presenza del relitto era ormai diventata pericolosa per la sicurezza della navigazione - ricorda la Capitaneria - e l’incolumità dei diportisti in transito in quel tratto di canale.
La sua definitiva rimozione - si legge nella nota diffusa dalla Capitaneria - «ha inoltre evitato potenziali inquinamenti all’ambiente ed alle acque circostanti».
La Capitaneria di porto-guardia costiera, «nell’ambito delle attività istituzionali a garanzia della sicurezza della navigazione e a tutela dell’ambiente marino e delle sue risorse, estende l’attività di vigilanza a tutto il litorale di giurisdizione, ma anche a fossi e canali interni che hanno sbocco sul mare».
Ed è la Capitaneria il primo riferimento cui denunciare sversamenti e inquinamenti delle acque, nei fossi e nei canali del territorio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A coordinare le operazioni di recupero sono stati i militari dell’ufficio Nostromi della guardia costiera viareggina, che da tempo monitoravano la situazione.
La presenza del relitto era ormai diventata pericolosa per la sicurezza della navigazione - ricorda la Capitaneria - e l’incolumità dei diportisti in transito in quel tratto di canale.
La sua definitiva rimozione - si legge nella nota diffusa dalla Capitaneria - «ha inoltre evitato potenziali inquinamenti all’ambiente ed alle acque circostanti».
La Capitaneria di porto-guardia costiera, «nell’ambito delle attività istituzionali a garanzia della sicurezza della navigazione e a tutela dell’ambiente marino e delle sue risorse, estende l’attività di vigilanza a tutto il litorale di giurisdizione, ma anche a fossi e canali interni che hanno sbocco sul mare».
Ed è la Capitaneria il primo riferimento cui denunciare sversamenti e inquinamenti delle acque, nei fossi e nei canali del territorio.
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