Gioco
La chiesa di don Bosco festeggia sessant’anni
di Cristina Bulgheri
Il 25 maggio 1957 veniva consacrata la parrocchia del quartiere Marco Polo A partire da oggi una settimana di iniziative per celebrare la ricorrenza
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VIAREGGIO. Compleanno da festeggiare per la parrocchia di San Giovanni Bosco al Marco Polo che giovedì 25 taglia il traguardo delle sessanta candeline e si appresta a celebrare il sesto decennio dalla consacrazione: 25 maggio 1957.
«Dal 1949 al 1957 - spiega il parroco don Antonio Tigli, ripercorrendo a ritroso la storia di quello che per tutti oggi è semplicemente “il don Bosco” - era stata usata come chiesa del quartiere: una cappella, ricavata da un vano a piano terra di una villa situata in via Pola. Poi, con il 1957 è l’attuale Chiesa a raccogliere i fedeli residenti e ospiti o provenienti da parrocchie limitrofe tutte le volte che vogliono celebrare il giorno del Signore o un evento lieto o triste della vita personale o comunitaria».
Anno dopo anno la parrocchia ha messo le sue radici nel quartiere del Marco Polo. è cresciuta, ha accolto bambini, giovani, famiglie, anziani, persone in difficoltà: al suo interno sono nati gruppi impegnati su fronti diversi: gli scouts, l’Azione cattolica, la Caritas, i Discepoli della Parola, l’Agave e tanti altri.
«In questi 60 anni - prosegue don Tigli - è stata conosciuta e sentita come un punto di riferimento grazie al servizio pastorale efficiente e alla figura del parroco fondatore, monsignor Roberto Picchi».
Migliaia i battezzati dal 1954 ad oggi, migliaia le coppie di giovani che davanti all’altare hanno pronunciato il loro sì per la vita, migliaia i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione e la Cresima, e migliaia anche i defunti che hanno concluso il loro cammino terreno nelle navate della chiesa tra le preghiere dei loro cari e della comunità.
E allora... via alla festa. E braccia e cuore aperti ai ricordi per una settimana tonda tonda.
Si comincia oggi alla Messa delle 11 alla quale sono state invitate a partecipare tutte le persone della parrocchia e di altre comunità che furono presenti alla Messa del 25 maggio 1957 quando l’allora arcivescovo di Lucca monsignor Antonio Torrini, consacrò la chiesa e l’altare celebrandovi la prima Eucarestia.
Eucarestia che sarà il fulcro della giornata del 25, giorno preciso del compleanno e momento clou dei festeggiamenti con l’Adorazione del Pane eucaristico: «Sarà celebrata una messa alle 8.30 al termine della quale per tutto il giorno fino alle 22 sarà tempo di adorazione da parte dei gruppi o delle singole persone che vorranno passare un po’ di tempo con il Signore».
Un grande cartellone esposto in fondo alla chiesa permetterà a chi lo vorrà di apporre il proprio nome e la disponibilità per segnare il momento a loro più conveniente per la preghiera personale o di gruppo: chiuderemo alle 22 con una preghiera comunitaria. Ho voluto insistere su questa iniziativa - spiega ancora don Antonio - perché tutta la settimana sia da essa sostenuta e ravvivata. Ma ci saranno tante altre occasioni di festa a partire dalla Via Lucis martedì sera, la giornata del ringraziamento venerdì con tutti i ragazzi del catechismno, una rappresentazione teatrale sabato, un aperitivo domenica e alla sera un concerto con un video storico. Tutte iniziative - conclude il parroco - che vogliono essere il segno di una volontà unica che deve ancora crescere: quella che di essere come una famiglia. E per essere famiglia bisogna stare insieme, pregare insieme, fare progetti insieme, inventare momenti e iniziative e portarli al fine insieme. Per questo prego soprattutto i giovani di rompere le righe e di aderire a ciò che detta il cuore, per la loro vita, per realizzare la loro vocazione, per fare un po’ di bene a chi sta loro intorno, per far giungere il messaggio, in particolare ai loro coetanei, che i cristiani non sono un’aggregazione di puri ma di uomini e donne che pensano, agiscono e amano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Dal 1949 al 1957 - spiega il parroco don Antonio Tigli, ripercorrendo a ritroso la storia di quello che per tutti oggi è semplicemente “il don Bosco” - era stata usata come chiesa del quartiere: una cappella, ricavata da un vano a piano terra di una villa situata in via Pola. Poi, con il 1957 è l’attuale Chiesa a raccogliere i fedeli residenti e ospiti o provenienti da parrocchie limitrofe tutte le volte che vogliono celebrare il giorno del Signore o un evento lieto o triste della vita personale o comunitaria».
Anno dopo anno la parrocchia ha messo le sue radici nel quartiere del Marco Polo. è cresciuta, ha accolto bambini, giovani, famiglie, anziani, persone in difficoltà: al suo interno sono nati gruppi impegnati su fronti diversi: gli scouts, l’Azione cattolica, la Caritas, i Discepoli della Parola, l’Agave e tanti altri.
«In questi 60 anni - prosegue don Tigli - è stata conosciuta e sentita come un punto di riferimento grazie al servizio pastorale efficiente e alla figura del parroco fondatore, monsignor Roberto Picchi».
Migliaia i battezzati dal 1954 ad oggi, migliaia le coppie di giovani che davanti all’altare hanno pronunciato il loro sì per la vita, migliaia i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione e la Cresima, e migliaia anche i defunti che hanno concluso il loro cammino terreno nelle navate della chiesa tra le preghiere dei loro cari e della comunità.
E allora... via alla festa. E braccia e cuore aperti ai ricordi per una settimana tonda tonda.
Si comincia oggi alla Messa delle 11 alla quale sono state invitate a partecipare tutte le persone della parrocchia e di altre comunità che furono presenti alla Messa del 25 maggio 1957 quando l’allora arcivescovo di Lucca monsignor Antonio Torrini, consacrò la chiesa e l’altare celebrandovi la prima Eucarestia.
Eucarestia che sarà il fulcro della giornata del 25, giorno preciso del compleanno e momento clou dei festeggiamenti con l’Adorazione del Pane eucaristico: «Sarà celebrata una messa alle 8.30 al termine della quale per tutto il giorno fino alle 22 sarà tempo di adorazione da parte dei gruppi o delle singole persone che vorranno passare un po’ di tempo con il Signore».
Un grande cartellone esposto in fondo alla chiesa permetterà a chi lo vorrà di apporre il proprio nome e la disponibilità per segnare il momento a loro più conveniente per la preghiera personale o di gruppo: chiuderemo alle 22 con una preghiera comunitaria. Ho voluto insistere su questa iniziativa - spiega ancora don Antonio - perché tutta la settimana sia da essa sostenuta e ravvivata. Ma ci saranno tante altre occasioni di festa a partire dalla Via Lucis martedì sera, la giornata del ringraziamento venerdì con tutti i ragazzi del catechismno, una rappresentazione teatrale sabato, un aperitivo domenica e alla sera un concerto con un video storico. Tutte iniziative - conclude il parroco - che vogliono essere il segno di una volontà unica che deve ancora crescere: quella che di essere come una famiglia. E per essere famiglia bisogna stare insieme, pregare insieme, fare progetti insieme, inventare momenti e iniziative e portarli al fine insieme. Per questo prego soprattutto i giovani di rompere le righe e di aderire a ciò che detta il cuore, per la loro vita, per realizzare la loro vocazione, per fare un po’ di bene a chi sta loro intorno, per far giungere il messaggio, in particolare ai loro coetanei, che i cristiani non sono un’aggregazione di puri ma di uomini e donne che pensano, agiscono e amano».
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