Darsena Viareggio ampliata per il 2018
Il presidente della Regione: una seconda edizione migliore grazie agli interventi messi in campo per il porto di Viareggio
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VIAREGGIO. Una Regione Toscana che il porto di Viareggio vuole governare, come torna a ribadire il presidente Enrico Rossi, in occasione del bilancio di un Salone della nautica che parla toscano e guarda già al futuro. «Sul porto di Viareggio la Regione sta continuando ad intervenire», risponde Rossi alle domande del “Tirreno”: «Lo ha fatto e lo farà in pieno accordo con il Comune, e attraverso l'Autorità portuale. L'elenco delle opere già realizzate, in programma, in corso di realizzazione o in fase di progettazione è lungo: si va dalla banchina commerciale, all'escavo del canale di collegamento tra le Darsene Toscana ed Italia, all'ampliamento della Darsena Viareggio, al sistema di dragaggio continuo per rendere il porto meglio accessibile, agli interventi di manutenzione portuale, agli assi di penetrazione, alla liquidazione della Viareggio porto per giungere ad una gestione più efficiente dell'intero sistema portuale. Insomma, mi pare che l'accordo di programma (annunciato nella campagna elettorale del 2015, ndr) , pur senza averlo firmato, lo stiamo realizzando nei fatti».
E, a proposito di fatti - è l’annuncio - «è di oggi la notizia dell'aggiudicazione definitiva dei lavori per la realizzazione della banchina commerciale».
Già si immagina un Salone della nautica made in Toscana con maggiori spazi a disposizione. Si può ipotizzare un porto all’altezza, già nel 2018, attrezzato per le esigenze di un evento che si propone di crescere?
«Direi che stiamo lavorando proprio per questo. Con la banchina commerciale, appunto, alla quale si aggiunge l'idea di utilizzare, ampliandola, la Darsena Viareggio. È invece terminato l'escavo del canale di collegamento tra le darsene Toscana ed Italia. Si tratta di opere che consentiranno di cogliere l'obiettivo che ci siamo dati: fare una seconda edizione ancora migliore della prima».
La Regione ha aderito fin dall’inizio alla proposta/scommessa di organizzare a Viareggio il Versilia Yachting Rendez-Vous: scommessa vinta?
«Lasciamo parlare i numeri. Quelli che mi sono stati forniti parlano di 18.000 presenze. Il che ci pone, fin dalla prima edizione, al livello di saloni ben più rodati, come quello di Montecarlo. Io ne sono soddisfatto e così penso lo siano in molti, a Viareggio. Nel 2018 credo potremmo fare addirittura meglio, coordinandoci maggiormente con Yare e Seatec. Ma già con questa prima edizione Viareggio e la Versilia si riprendono la posizione di leader mondiale nell'alta gamma che competono loro».
È ipotizzabile che Toscana Promozione possa stanziare più dei 400.000 euro messi a disposizione quest’anno?
«Ne parleremo con gli organizzatori. Ma indietro non vogliamo tornare. Anzi, intendiamo allargare il quadro e l'offerta. Mi risulta che molti cantieri non presenti alla prima edizione ed altri sponsor si siano già fatti avanti proprio perché questa prima scommessa è stata vinta. Credo, però, che si sia notata un'assenza che puntiamo a recuperare nella seconda: quella del ministero dello sviluppo economico, il quale inizialmente si è prodigato per raggiungere un'intesa tra le due principali associazioni nautiche. Il mancato accordo ha purtroppo precluso il contributo economico nazionale. Spero che questo serva di lezione per il 2018. Credo che, e non sono soltanto io a dirlo, Viareggio sia un ambiente unico al mondo. In cui è stato possibile avere da una parte della strada gli stand, dall'altra i cantieri aperti per vedere le barche in costruzione, e poi ancora i negozi di accessori e le barche in acqua. Dobbiamo essere capaci di farne tesoro, facendo ancor più sistema.
Edizione 2018: con o senza FieraMilano?
«Prima faccio i complimenti a Fiera di Milano e al Distretto nautico toscano, con Navigo, per come hanno saputo organizzare una manifestazione di livello internazionale in tempi così stretti, mostrando una buona capacità di fare squadra. Anche i privati hanno collaborato. Non era né scontato, né acquisito. Non voglio entrare nelle questioni organizzative se non per rimarcare che lo standard qualitativo non potrà certo essere abbassato, ma andrà incrementato. Puntando ad avere più barche ed espositori per attrarre un maggior numero di armatori, mantenendo questo passo e questo livello qualitativo. Perché alla volontà di presentare Viareggio come la capitale degli yacht, e come il cantiere più grande del mondo per le barche sopra i 20-30 metri, deve corrispondere una capacità promozionale ed organizzativa di pari livello. (d.f.)
E, a proposito di fatti - è l’annuncio - «è di oggi la notizia dell'aggiudicazione definitiva dei lavori per la realizzazione della banchina commerciale».
Già si immagina un Salone della nautica made in Toscana con maggiori spazi a disposizione. Si può ipotizzare un porto all’altezza, già nel 2018, attrezzato per le esigenze di un evento che si propone di crescere?
«Direi che stiamo lavorando proprio per questo. Con la banchina commerciale, appunto, alla quale si aggiunge l'idea di utilizzare, ampliandola, la Darsena Viareggio. È invece terminato l'escavo del canale di collegamento tra le darsene Toscana ed Italia. Si tratta di opere che consentiranno di cogliere l'obiettivo che ci siamo dati: fare una seconda edizione ancora migliore della prima».
La Regione ha aderito fin dall’inizio alla proposta/scommessa di organizzare a Viareggio il Versilia Yachting Rendez-Vous: scommessa vinta?
«Lasciamo parlare i numeri. Quelli che mi sono stati forniti parlano di 18.000 presenze. Il che ci pone, fin dalla prima edizione, al livello di saloni ben più rodati, come quello di Montecarlo. Io ne sono soddisfatto e così penso lo siano in molti, a Viareggio. Nel 2018 credo potremmo fare addirittura meglio, coordinandoci maggiormente con Yare e Seatec. Ma già con questa prima edizione Viareggio e la Versilia si riprendono la posizione di leader mondiale nell'alta gamma che competono loro».
È ipotizzabile che Toscana Promozione possa stanziare più dei 400.000 euro messi a disposizione quest’anno?
«Ne parleremo con gli organizzatori. Ma indietro non vogliamo tornare. Anzi, intendiamo allargare il quadro e l'offerta. Mi risulta che molti cantieri non presenti alla prima edizione ed altri sponsor si siano già fatti avanti proprio perché questa prima scommessa è stata vinta. Credo, però, che si sia notata un'assenza che puntiamo a recuperare nella seconda: quella del ministero dello sviluppo economico, il quale inizialmente si è prodigato per raggiungere un'intesa tra le due principali associazioni nautiche. Il mancato accordo ha purtroppo precluso il contributo economico nazionale. Spero che questo serva di lezione per il 2018. Credo che, e non sono soltanto io a dirlo, Viareggio sia un ambiente unico al mondo. In cui è stato possibile avere da una parte della strada gli stand, dall'altra i cantieri aperti per vedere le barche in costruzione, e poi ancora i negozi di accessori e le barche in acqua. Dobbiamo essere capaci di farne tesoro, facendo ancor più sistema.
Edizione 2018: con o senza FieraMilano?
«Prima faccio i complimenti a Fiera di Milano e al Distretto nautico toscano, con Navigo, per come hanno saputo organizzare una manifestazione di livello internazionale in tempi così stretti, mostrando una buona capacità di fare squadra. Anche i privati hanno collaborato. Non era né scontato, né acquisito. Non voglio entrare nelle questioni organizzative se non per rimarcare che lo standard qualitativo non potrà certo essere abbassato, ma andrà incrementato. Puntando ad avere più barche ed espositori per attrarre un maggior numero di armatori, mantenendo questo passo e questo livello qualitativo. Perché alla volontà di presentare Viareggio come la capitale degli yacht, e come il cantiere più grande del mondo per le barche sopra i 20-30 metri, deve corrispondere una capacità promozionale ed organizzativa di pari livello. (d.f.)
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