Il Tirreno

Versilia

La querelle del mercato di Forte gli sconfitti pagano 44.000 euro 

di Matteo Tuccini
La querelle del mercato di Forte gli sconfitti pagano 44.000 euro 

Il Consorzio degli ambulanti di Ceccarelli fa causa a quello di Francesconi per concorrenza sleale Il tribunale gli dà ragione e decreta il risarcimento dei danni. «Ma non ci sarà un marchio unico»

3 MINUTI DI LETTURA





FORTE. C’è una faida in corso tra i venditori ambulanti che animano il mercato di Forte, eccellenza della Versilia che attira clienti da tutta Italia e che in tutta Italia va a fare dei tour commerciali da pienone garantito. Un contenzioso tra colleghi che è finito addirittura in tribunale. E che ha portato a un risarcimento danni di 44.000 euro che gli ambulanti sconfitti hanno dovuto versare ai “cugini” «per concorrenza sleale», in particolare sul web. Risarcimento che è stato già pagato e che non verrà contestato. Ma questo non significa pace, almeno per il momento.
La faida è scoppiata nel 2012, quando i venditori ambulanti di stanza in piazza Marconi si sono divisi: Marco Francesconi, storico commerciante, ha lasciato il Consorzio “Gli ambulanti di Forte dei Marmi”, da lui stesso fondato nel 2002, per aprire il Consorzio “I nuovi ambulanti di Forte dei Marmi”. Che poi ha cambiato nome, diventando “Il Mercatino da Forte dei Marmi”. Al posto di Francesconi si è insediato come presidente Andrea Ceccarelli. La ragione di questa separazione sembra legata più a una diversità di vedute su come doveva essere gestito il Consorzio, soprattutto in termini di pubblicità. Fatto sta che oggi “Gli ambulanti di Forte dei Marmi” sono un marchio registrato con tanto di sito web e gruppo Facebook, in rappresentanza di una sessantina di aziende. Proprio sul social più amato nel mondo è scoppiata la contesa con il Consorzio di Francesconi, che di ambulanti ne rappresenta una quarantina. Il Consorzio di Ceccarelli ha contestato ai colleghi di aver imitato il marchio originario, sfruttandone la somiglianza, per attirare i clienti su Facebook. Clienti che a quel punto - sosteneva l’accusa - finivano per fare acquisti dai rivali. Da lì è partita la causa, con tanto di richiesta di risarcimento danni, al tribunale di Firenze che è la sede competente per questo tipo di contese. Il tribunale ha dato ragione al presidente Ceccarelli e ai suoi consorziati, che si sono visti riconoscere un risarcimento di 44.000 euro per concorrenza sleale. La cifra è già stata pagata dalla controparte, che non farà ricorso.
«Ho semplicemente tutelato i miei associati e il marchio che rappresentiamo - afferma il presidente Ceccarelli - Penso che fosse doveroso da parte mia. Questo non significa che vogliamo fare la guerra a imprese che sono fatte di famiglie come le nostre. Riunirci con gli altri? Troppo presto per parlarne». L’idea viene rispedita al mittente da Francesconi. «Stimo Ceccarelli e non ho intenzione di oppormi alla decisione del tribunale - afferma - tant’è vero che il risarcimento è già stato pagato. Ma noi abbiamo diritto di esistere e continueremo a farlo con il nostro marchio, senza essere inglobati da nessuno». Anche perché a quel punto si dovrebbero inglobare anche le altre tre sigle che affermano di rappresentare il mercato di Forte. Un po’ troppe da mettere insieme.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web