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Omicidio Mariani, l’accusa: il vicino ostacolò le indagini
È iniziato il processo a carico di Claudio Questa e Otet Mioara Loreni per l’anziana uccisa nella sua casa. I due sono accusati di favoreggiamento
FORTE DEI MARMI. Avrebbe intralciato le indagini tacendo in entrambe le occasioni in cui è stato ascoltato dalle forze dell’ordine «elementi fondamentali». Per questo Claudio Questa, pensionato fortemarmino, è accusato di favoreggiamento nel caso di Luana Mariani, la donna uccisa nel pomeriggio del 4 aprile del 2014 da una banda di rumeni entrati nella sua casa in via Viner. Una rapina finita male, con una donna uccisa e sei nipoti che adesso chiedono giustizia.
Dopo rinvii e contro-rinvii ieri (9 maggio) è iniziato anche il processo a carico dell’uomo. Con lui, al banco degli imputati, c’è anche Otet Mioara Loreni, madre di Dana Raducan, la ventiseienne già condannata in primo grado a 18 anni di carcere per l’omicidio della donna e per cui il 20 settembre si terrà l’udienza in corte di appello.
Cinque ore di udienza, per ascoltare i primi testimoni di questo caso. Sono: l’ispettore del commissariato di Forte dei Marmi, Mirko Del Chiaro, il sovrintendente della polizia di stato di Lucca Fabio Martinelli, che hanno ricostruito le indagini e illustrato le intercettazioni che hanno permesso di costruire il capo di imputazione; Paun Madalin, già condannato (per l’omicidio) con rito abbreviato a 20 anni di carcere; Marcel e Dana Raducan, anche loro già condannati (e per questo estradati dalla Romania, dove si erano rifugiati dopo il delitto). Titolare delle indagini è il pubblico ministero, Aldo Ingangi.
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Claudio Questa, all’epoca, era il vicino di casa della signora Mariani. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe intralciato le indagini non avendo dichiarato tutto alle forze dell’ordine. Possibile che l’uomo conoscesse già Dana Raducan, una delle tre persone autrice del delitto, e per questo abbia omesso i dettagli alle forze dell’ordine. I legali degli imputati ieri mattina hanno sollevato un’eccezione preliminare chiedendo l’inammissibilità della costituzione a parte civile dei parenti. Il giudice tuttavia ha ammesso tutti e sei i nipoti della donna, rappresentanti dagli avvocati Claudia Buratti e Filippo Tacchi. I parenti chiedono i danni morali per il grave lutto subito. La prossima udienza si terrà il 28 novembre.
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