Gioco
Un piano di rilancio per portare più turisti all’Antro del Corchia
Lorenzoni: non se ne stanno sfruttando tutte le potenzialità Ma a Levigliani sono pronti a stanziare subito 100mila euro
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STAZZEMA. Da Levigliani – la società del marmo Coop Condomini, la Comunione dei Beni Comuni, e la Coop Sviluppo e Futuro – sono pronti a investire massicciamente nella promozione dell’Antro del Corchia. C’è un piano triennale di finanziamenti, che per il 2017 prevede già una spesa di 100 mila euro. L’affascinante percorso attrezzato (circa 2 chilometri) che entra nelle profondità del monte Corchia ha ancora tanto da esprimere in termini di afflussi. «Non si parla più soltanto di Antro del Corchia ma di un sistema turistico culturale – spiega il presidente della Sviluppo e Futuro Emiliano Babboni – con le miniere di argento vivo, musei e visite in cava; con annesso un sistema di trasporto che parte dalla costa e perfino dall’aeroporto e dalle stazioni». Ma in totale l’indotto nel 2016 ha prodotto soltanto 20 mila presenze.
A riportare l’attenzione sull’attrazione più importante dell’Alta Versilia è il consigliere di minoranza di Stazzema Gian Piero Lorenzoni. «Non si sfruttano tutte le potenzialità di un patrimonio che potrebbe dare delle risorse anche al resto del territorio» critica l’ex sindaco Lorenzoni. Fu proprio durante il suo ultimo mandato amministrativo che venne inaugurato l’Antro del Corchia, grazie a un investimento del Parco della Apuane della Regione di due miliardi di lire. Appena aperta, i primi anni si sfiorarono le 18 mila presenze, e poi ci fu via via un calo. Oggi sembra dare cenni di ripresa, ma siamo ancora distanti da altre realtà.
«La Grotta del Vento ad esempio va intorno alle 50 mila presenze – prosegue Lorenzoni – e qui soffriamo. Anche attraverso i numeri si dimostra che qualcosa non funziona, a danno di un possibile sostengo ad un’economia montana che è già in crisi».
Per il presidente della Sviluppo e Futuro però, la causa è stata la «gestione pubblica di questi anni». Infatti fino a pochi mesi fa era la Società Antro del Corchia (partecipata da comune di Stazzema, Parco Apuane e Forte dei Marmi) a detenere la gestione della Grotta, che però l’ha da sempre affidata alla Sviluppo e Futuro (che di fatto era quella che si occupava di tutto). «Sono d’accordo con il consigliere Lorenzoni – risponde Babboni – che l’Antro è il gioiello di questo nostro Sistema e ha delle potenzialità non espresse. Abbiamo avuto una gestione pubblica per 15 anni, da quando ha aperto l’Antro del Corchia. Oggi abbiamo un piano di investimenti da portare avanti e entro tre anni contiamo di arrivare a 30 mila presenze».
In particolare è previsto un piano di marketing, pubblicità attraverso media della carta stampata e radio, e soprattutto collaborazione con le strutture della costa. Quest’ultimo aspetto è stato un’altra mancanza di questi anni. «Non si sono mai accorti che alle spalle avevano un patrimonio culturale del genere – prosegue Emiliano Babboni – che avrebbe potuto ampliare l’offerta turistica della Versilia».
Le risorse andranno anche nella promozione sul web, in convegni, ed educational con i titolari delle strutture alberghiere. Da sottolineare c’è anche che la Società Antro del Corchia è in fase di liquidazione, e non ha più il contratto di convenzione con il Comunello di Levigliani e la Pellerano Marmi Srl (proprietari del monte Corchia), come ha spiegato il presidente della Società Simone Tonlorenzi. «La società Antro del Corchia – aggiunge Lorenzoni – è tra società partecipate toscane in perdita». E tuttavia è sempre proprietaria dei beni mobili dell’Antro.
Tiziano Baldi Galleni
A riportare l’attenzione sull’attrazione più importante dell’Alta Versilia è il consigliere di minoranza di Stazzema Gian Piero Lorenzoni. «Non si sfruttano tutte le potenzialità di un patrimonio che potrebbe dare delle risorse anche al resto del territorio» critica l’ex sindaco Lorenzoni. Fu proprio durante il suo ultimo mandato amministrativo che venne inaugurato l’Antro del Corchia, grazie a un investimento del Parco della Apuane della Regione di due miliardi di lire. Appena aperta, i primi anni si sfiorarono le 18 mila presenze, e poi ci fu via via un calo. Oggi sembra dare cenni di ripresa, ma siamo ancora distanti da altre realtà.
«La Grotta del Vento ad esempio va intorno alle 50 mila presenze – prosegue Lorenzoni – e qui soffriamo. Anche attraverso i numeri si dimostra che qualcosa non funziona, a danno di un possibile sostengo ad un’economia montana che è già in crisi».
Per il presidente della Sviluppo e Futuro però, la causa è stata la «gestione pubblica di questi anni». Infatti fino a pochi mesi fa era la Società Antro del Corchia (partecipata da comune di Stazzema, Parco Apuane e Forte dei Marmi) a detenere la gestione della Grotta, che però l’ha da sempre affidata alla Sviluppo e Futuro (che di fatto era quella che si occupava di tutto). «Sono d’accordo con il consigliere Lorenzoni – risponde Babboni – che l’Antro è il gioiello di questo nostro Sistema e ha delle potenzialità non espresse. Abbiamo avuto una gestione pubblica per 15 anni, da quando ha aperto l’Antro del Corchia. Oggi abbiamo un piano di investimenti da portare avanti e entro tre anni contiamo di arrivare a 30 mila presenze».
In particolare è previsto un piano di marketing, pubblicità attraverso media della carta stampata e radio, e soprattutto collaborazione con le strutture della costa. Quest’ultimo aspetto è stato un’altra mancanza di questi anni. «Non si sono mai accorti che alle spalle avevano un patrimonio culturale del genere – prosegue Emiliano Babboni – che avrebbe potuto ampliare l’offerta turistica della Versilia».
Le risorse andranno anche nella promozione sul web, in convegni, ed educational con i titolari delle strutture alberghiere. Da sottolineare c’è anche che la Società Antro del Corchia è in fase di liquidazione, e non ha più il contratto di convenzione con il Comunello di Levigliani e la Pellerano Marmi Srl (proprietari del monte Corchia), come ha spiegato il presidente della Società Simone Tonlorenzi. «La società Antro del Corchia – aggiunge Lorenzoni – è tra società partecipate toscane in perdita». E tuttavia è sempre proprietaria dei beni mobili dell’Antro.
Tiziano Baldi Galleni
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