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I revisori su ICare: società da monitorare
VIAREGGIO. Ricapitalizzazione di “ICare” approvata, ieri in consiglio comunale, e “battezzata” da queste parole del sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Non c’erano pezze giustificative e percorso...
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VIAREGGIO. Ricapitalizzazione di “ICare” approvata, ieri in consiglio comunale, e “battezzata” da queste parole del sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Non c’erano pezze giustificative e percorso giuridico per riconoscere il debito fuori bilancio nella vicenda dei crediti Asp. Così ad Asp abbiamo detto: svaluta il credito, abbatti il capitale e noi te lo ricostituiamo». Ne esce la fotografia di una ricapitalizzazione fondata su debiti fuori bilancio che nessuno può riconoscere e che peraltro non sono riconoscibili come tali, come più volte ripetuto nella stessa delibera approvata ieri.
Una ricapitalizzazione senza il Piano di ristrutturazione imposto dal Decreto legislativo 175/2016 (legge Madia) per una società della quale in consiglio ieri il sindaco, l’assessore Laura Servetti ed i consiglieri comunali di maggioranza hanno detto contemporaneamente che non è in crisi ma che non vi fosse stato il via libera alla ricapitalizzazione sarebbe andata inevitabilmente al liquidazione . E se in commissione bilancio era stata proprio Laura Servetti a dichiarare con decisione che «il Piano di risanamento si chiama documento programmatico», ieri in consiglio lo stesso assessore si è smentito: «Il Piano economico-finanziario non è quello di risanamento». Ed a Servetti ha fatto eco il presidente della commissione bilancio, la consigliera Stefania Carraresi: «Non è un Piano di risanamento: è un Piano economico-finanziario. Il Piano di risanamento è un’altra cosa».
Un Piano di risanamento - ha sottolineato il capogruppo del Pd, Luca Poletti, «richiesto anche nel parere del segretario generale». E se i revisori del Collegio presieduto da Marilena Cerri hanno dato parere favorevole all’operazione, è altrettanto vero che qualche brivido sul futuro della società cui il Comune un anno fa ha passato la riscossione tributi, c’è leggendo cosa scrivono gli stessi revisori: «Il Collegio invita l’Ente a monitorare costantemente l’equilibrio economico-finanziario della partecipata nel rispetto degli accordi e convenzioni stipulati tra le parti».
Una situazione che vede un ICare da ricapitalizzare ed “attenzionare”, come scrivono i revisori, senza contare la questione del capitale sociale che dopo la relazione di stima di Mario Terigi si scopre ridotto a poco più di 80.000 euro rispetto alla cifra di 1.942.168 euro della costituzione, appena un anno fa.
Impossibile da prevedere? Se lo chiedono lMassimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini e lo stesso Poletti, leggendo il verbale con il quale il Collegio dei revisori del Comune all’epoca costituito dal presidente Limberti, con i colleghi Pucci e Suriano descriveva uno scenario nel quale era possibile ipotizzare che «il patrimonio netto derivante dalla perizia possa risultare di (anche significativo) minor valore rispetto a quello del fondo di dotazione». Una strada, insomma, segnata. (d.f.)
Una ricapitalizzazione senza il Piano di ristrutturazione imposto dal Decreto legislativo 175/2016 (legge Madia) per una società della quale in consiglio ieri il sindaco, l’assessore Laura Servetti ed i consiglieri comunali di maggioranza hanno detto contemporaneamente che non è in crisi ma che non vi fosse stato il via libera alla ricapitalizzazione sarebbe andata inevitabilmente al liquidazione . E se in commissione bilancio era stata proprio Laura Servetti a dichiarare con decisione che «il Piano di risanamento si chiama documento programmatico», ieri in consiglio lo stesso assessore si è smentito: «Il Piano economico-finanziario non è quello di risanamento». Ed a Servetti ha fatto eco il presidente della commissione bilancio, la consigliera Stefania Carraresi: «Non è un Piano di risanamento: è un Piano economico-finanziario. Il Piano di risanamento è un’altra cosa».
Un Piano di risanamento - ha sottolineato il capogruppo del Pd, Luca Poletti, «richiesto anche nel parere del segretario generale». E se i revisori del Collegio presieduto da Marilena Cerri hanno dato parere favorevole all’operazione, è altrettanto vero che qualche brivido sul futuro della società cui il Comune un anno fa ha passato la riscossione tributi, c’è leggendo cosa scrivono gli stessi revisori: «Il Collegio invita l’Ente a monitorare costantemente l’equilibrio economico-finanziario della partecipata nel rispetto degli accordi e convenzioni stipulati tra le parti».
Una situazione che vede un ICare da ricapitalizzare ed “attenzionare”, come scrivono i revisori, senza contare la questione del capitale sociale che dopo la relazione di stima di Mario Terigi si scopre ridotto a poco più di 80.000 euro rispetto alla cifra di 1.942.168 euro della costituzione, appena un anno fa.
Impossibile da prevedere? Se lo chiedono lMassimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini e lo stesso Poletti, leggendo il verbale con il quale il Collegio dei revisori del Comune all’epoca costituito dal presidente Limberti, con i colleghi Pucci e Suriano descriveva uno scenario nel quale era possibile ipotizzare che «il patrimonio netto derivante dalla perizia possa risultare di (anche significativo) minor valore rispetto a quello del fondo di dotazione». Una strada, insomma, segnata. (d.f.)
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