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Versilia

 

Farmacia compie 100 anni «Ecco la nostra ricetta»

Matteo Turccini
Farmacia compie 100 anni «Ecco la nostra ricetta»

Festa per la “Frati” a Bozzano nata il 10 maggio del 1917

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BOZZANO. Dieci maggio 1917: non è ancora iniziata la battaglia sull’Isonzo tra le truppe italiane e quelle austroungariche. La disfatta di Caporetto ci sarà tra mesi, a ottobre. Quel giorno di maggio, mentre la Grande guerra è nella sua fase decisiva e il Paese la vive con angoscia, Carlo Frati ottiene l’autorizzazione del tribunale ad aprire una farmacia a Quiesa. Cento anni dopo la farmacia Frati è ancora aperta, anche se a Bozzano: Carlo non c’è più, al suo posto c’è il nipote Enrico Frati. Che domani festeggerà lo storico traguardo raggiunto dalla farmacia della sua famiglia.

Enrico ha 52 anni e due figli «che hanno ancora tempo per decidere cosa fare della loro vita. Io non li obbligherò a seguire la tradizione, così come non lo hanno fatto i miei genitori. Sono stato io ad appassionarmi a questo mondo e a voler raccogliere il testimone». Dopo la laurea, all’inizio degli anni Novanta, Enrico Frati è entrato nell’attività di famiglia. E dal 2001 ne è il titolare. Parlandoci si capisce che cento anni di attività in un paese piccolo, per quanto ancorato alle proprie radici, non sono un caso. Mai. La battuta viene da sé: la ricetta per arrivare a questo traguardo non può che darla una farmacia.
«Siamo partiti da Quiesa – racconta Enrico Frati – poi ci siamo trasferiti a Bozzano: fino al 1984 eravamo nella zona dell’Apice (l’ex calzaturificio, ndr), poi ci siamo spostati sulla Sarzanese. Ed è qui che siamo ancora oggi. Io credo che un’attività del genere regga grazie alla professionalità e all’attenzione per i propri clienti. Serve l’amore per il proprio mestiere, ma anche un sentimento di vicinanza nei confronti delle persone. Che vedono la farmacia come un primo punto di assistenza sanitaria, a due passi da casa. Se abbiamo resistito cento anni, e mi auguro che resisteremo ancora, significa che l’educazione e il rispetto per il malato non sono mai venute meno».

Eppure tutto è cambiato da allora. Non potrebbe essere altrimenti. «Una volta si diceva che il farmacista, assieme al parroco e al maresciallo dei carabinieri, era la persona più importante in un paese – ironizza Frati – non so se oggi sia ancora così. Il nostro lavoro è cambiato: l’aggiornamento deve essere continuo, si richiede una formazione sempre più elevata. È cambiato anche il paese: Bozzano è sempre più un luogo-dormitorio, perché il lavoro porta i suoi residenti lontano. E la sicurezza che avevamo un tempo da queste parti non c’è più: noi stessi siamo stati vittime di una rapina. Ma le novità possono anche incuriosire. Penso a un cliente musulmano che tutto a un tratto si mette a pregare verso la Mecca in mezzo alla farmacia: una cosa così a mio nonno non sarebbe capitata».
 

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