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Profugo musulmano morto e non sepolto: appello al Prefetto

STAZZEMA. Si rivolge al Prefetto di Lucca la comunità musulmana della Versilia che non sa spiegarsi il ritardo per la sepoltura di Olaide Adeniyi, 21 anni, uno dei due profughi nigeriani ospitati...

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STAZZEMA. Si rivolge al Prefetto di Lucca la comunità musulmana della Versilia che non sa spiegarsi il ritardo per la sepoltura di Olaide Adeniyi, 21 anni, uno dei due profughi nigeriani ospitati nell’agriturismo “le Poiane” di Retignano, morto per avere inalato monossido di carbonio la cui origine è al vaglio degli inquirenti. Nei giorni scorsi il Comune del sindaco Maurizio Verona ha dato sepoltura a Maxwel Emiantor, 23 anni, di religione cristiana. Ribadendo - tramite il Tirreno - l’impegno a dare sepoltura anche al cittadino di religione musulmana, nel cimitero di Pisa che ha un’area riservata ai fedeli del Profeta. Ma il corpo del ventenne è ancora tristemente abbandonato all’obitorio di Lucca e a nessuno mai dovrebbe essere riservata questa trafila, nell’ultimo viaggio.
Adesso la comunità musulmana della Versilia si rivolge direttamente al Prefetto Maria Laura Simonetti: è un figlio di tutti quel giovane venuto da lontano a cercare vita dove invece ha trovato la morte. Seppellirlo è un dovere. Prima di tutto morale.
Donatella Francesconi

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