Il dolore
Malore in casa e il bimbo che aspettava nasce morto
A dare l’allarme è stata un’amica della donna in stato di gravidanza: ma non c'è stato nulla da fare
PIETRASANTA. A dare l’allarme - così è la ricostruzione dei fatti - è stata un’amica della donna in stato di gravidanza che, nella notte tra giovedì e venerdì, ha accusato un malore al termine del quale si è determinato un aborto spontaneo. Quando i sanitari, inviati dalla Centrale del 118, sono arrivati all’abitazione indicata da chi ha chiamato i soccorsi, non hanno potuto che constatare come per il feto non vi fosse più niente da fare.
La donna, di origini straniere e già madre, all’arrivo dei soccorsi era seduta sul letto. Ed il feto, insieme alla placenta, era stato messo in un sacchetto di plastica.
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Inevitabile la chiamata ai carabinieri di Pietrasanta. Ma i primi accertamenti - così le notizie che arrivano dalla Compagnia di Viareggio - non hanno rilevato altro che un aborto spontaneo, per evitare il quale non c’è stato niente da fare.
È probabile, comunque, che per il feto possa essere disposta l’autopsia anche se non sembrano esservi dubbi sul fatto che quando è uscito dal grembo materno il feto fosse già privo di vita.
Una vicenda che testimonia quanto sia difficile la vita delle donne straniere, le più fragili, in un Paese del quale spesso non hanno ancora appreso la lingua ma nel quale mettono al mondo e allevano i cittadini del futuro. E quanto lavoro vi sarebbe da fare per evitare loro il peso di una solitudine che attraversa tutti gli aspetti della quotidianità, primi fra tutti quelli che hanno a che fare con la propria salute di donne prima di tutto.
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