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In bilico il progetto del tubone sul lago
MASSAROSA. È sempre più in forse il progetto del tubone sul lago di Massaciuccoli. A metà della prossima settimana tutti gli enti coinvolti si riuniranno in Regione per discutere sull’opportunità di...
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MASSAROSA. È sempre più in forse il progetto del tubone sul lago di Massaciuccoli. A metà della prossima settimana tutti gli enti coinvolti si riuniranno in Regione per discutere sull’opportunità di andare avanti con l’opera ed è probabile che possa anche rivelarsi come un progetto “non necessario”.
Questo darebbe seguito alla mozione del consigliere e presidente della commissione Ambiente e territorio del consiglio regionale Stefano Baccelli che alcune settimane fa si era visto approvare all’unanimità un sollecito affinché venisse rivalutato il progetto per cercare alternative nell’utilizzo dei 21 milioni fermi.
Un cambio di rotta che arriva a più di dieci anni dalla sottoscrizione dell’accordo di programma. La mozione di Baccelli potrebbe essere sostenuta anche dall’assessora all’Ambiente di Massarosa Agnese Marchetti, una delle amministrazioni coinvolte nel progetto e che è stata convocata insieme ai suoi colleghi per ridiscutere del famoso “tubone”.
Un accordo sottoscritto dagli enti interessati ormai dieci anni e che doveva portare alla realizzazione da parte della Provincia di Pisa di un vero e proprio tubo che prendesse la acque nel fiume Serchio e le portasse nel bacino del lago. Ma il progetto non è mai partito.
«A questo punto – dice Marchetti – è chiaro che il progetto così com’è va ridiscusso e, in caso, va trovata una nuova soluzione senza perdere quei 21 milioni di euro che servirebbero per realizzare l’opera».
Nel 2004 l’autorità di Bacino del Fiume Serchio approvò un progetto per il riequilibrio del «deficit idrico nel bacino del Lago Massaciuccoli» attraverso la captazione dal fiume Serchio in località Filettole, nel Comune di Vecchiano, in modo che quell’acqua poi venisse gettata nel bacino del lago.
Il progetto fu poi recepito, nel 2006, con un accordo di programma integrativo, tra ministero, Regione Toscana e gli altri enti interessati. La progettazione e la realizzazione dell’impianto fu assegnata alla Provincia di Pisa, per un costo che si aggira intorno ai 21 milioni di euro (18 dei quali stanziati dal ministero): secondo il cronoprogramma i lavori dovevano essere stati realizzati tra il 2012 e il 2014, ma di tubi nemmeno l’ombra.
Il progetto riappare nel piano triennale dei lavori pubblici dal 2014 al 2016. Ma nulla, non sono bastati altri tre anni per realizzare i lavori.
Questo darebbe seguito alla mozione del consigliere e presidente della commissione Ambiente e territorio del consiglio regionale Stefano Baccelli che alcune settimane fa si era visto approvare all’unanimità un sollecito affinché venisse rivalutato il progetto per cercare alternative nell’utilizzo dei 21 milioni fermi.
Un cambio di rotta che arriva a più di dieci anni dalla sottoscrizione dell’accordo di programma. La mozione di Baccelli potrebbe essere sostenuta anche dall’assessora all’Ambiente di Massarosa Agnese Marchetti, una delle amministrazioni coinvolte nel progetto e che è stata convocata insieme ai suoi colleghi per ridiscutere del famoso “tubone”.
Un accordo sottoscritto dagli enti interessati ormai dieci anni e che doveva portare alla realizzazione da parte della Provincia di Pisa di un vero e proprio tubo che prendesse la acque nel fiume Serchio e le portasse nel bacino del lago. Ma il progetto non è mai partito.
«A questo punto – dice Marchetti – è chiaro che il progetto così com’è va ridiscusso e, in caso, va trovata una nuova soluzione senza perdere quei 21 milioni di euro che servirebbero per realizzare l’opera».
Nel 2004 l’autorità di Bacino del Fiume Serchio approvò un progetto per il riequilibrio del «deficit idrico nel bacino del Lago Massaciuccoli» attraverso la captazione dal fiume Serchio in località Filettole, nel Comune di Vecchiano, in modo che quell’acqua poi venisse gettata nel bacino del lago.
Il progetto fu poi recepito, nel 2006, con un accordo di programma integrativo, tra ministero, Regione Toscana e gli altri enti interessati. La progettazione e la realizzazione dell’impianto fu assegnata alla Provincia di Pisa, per un costo che si aggira intorno ai 21 milioni di euro (18 dei quali stanziati dal ministero): secondo il cronoprogramma i lavori dovevano essere stati realizzati tra il 2012 e il 2014, ma di tubi nemmeno l’ombra.
Il progetto riappare nel piano triennale dei lavori pubblici dal 2014 al 2016. Ma nulla, non sono bastati altri tre anni per realizzare i lavori.
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