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Versilia

Caso Remorini, la badante portata in carcere dai carabinieri

Caso Remorini, la badante portata in carcere dai carabinieri

La donna è stata condannata in via definitiva a quindici anni e otto mesi per la vicenda delle donne scomparse

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VIAREGGIO. Si aprono le porte del carcere per Maria Casentini, 57 anni, condannata in via definitiva a quindici anni e otto mesi per la vicenda delle donne scomparse.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.15222369:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2017/04/20/news/verdetto-finale-su-remorini-e-colpevole-1.15222369]]I carabinieri l’hanno portata al Don Bosco di Pisa. Dando così seguito all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Lucca dopo la sentenza della Corte di Cassazione. Che mercoledì scorso ha confermato la sentenza di condanna per Casentini e per Massimo Remorini, 60, che invece dovrà scontare una pena di 38 anni. Remorini era già in carcere a Sollicciano prima della sentenza della Suprema Corte.

Velia Claudia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro sono scomparse da Torre del Lago nell’estate del 2010. All’epoca avevano rispettivamente 59 e 80 anni. Secondo i giudici Remorini, dopo la morte di Velia, avrebbe lasciato morire Maddalena nella roulotte in cui viveva abbandonata. Poi si sarebbe disfatto dei corpi, mai più ritrovati. In tutto questo avrebbe avuto il supporto di Maria Casentini, la badante di Maddalena.

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