Sicurezza
il caso esplode IN CONSIGLIO COMUNALE
Andreini: «Daddio, ti voto» E la telefonata finisce in rete
CAMAIORE. Sul banco di Forza Italia siedono Marco Daddio, candidato sindaco, e Mario Andreini che sarà in lista con un’altra lista:quella di Giampaolo Bertola. Che tra gli scranni del centrodestra...
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CAMAIORE. Sul banco di Forza Italia siedono Marco Daddio, candidato sindaco, e Mario Andreini che sarà in lista con un’altra lista:quella di Giampaolo Bertola. Che tra gli scranni del centrodestra non ci sia armonia non è una novità, ma negli ultimi giorni l’astio è cresciuto a dismisura. Galeotta è stata una telefonata in cui il consigliere Andreini si è lasciato andare “per gioco” a una promessa di voto per Daddio. Una conversazione privata e in tono scherzoso che però è stata registrata e Daddio è stato accusato di averla diffusa. L’imbarazzo si è creato proprio perché da come è stata presentata la telefonata sembrerebbe che Andreini sia un “traditore del Bertola”.
«Fino ad oggi consideravo Daddio come un leale amico - dice Andreini - ci siamo scambiati alcune idee sulla campagna elettorale. Ho evitato di parlare di alcuni esponenti della politica per non incorrere in discussioni. Non solo la telefonata è stata registrata ma addirittura divulgata a un gruppo di persone senza il mio consenso».
Il caso è esploso pubblicamente in consiglio comunale in cui c’è stata una bagarre tra i due. «Daddio si è nascosto dietro un rapporto di amicizia per carpire informazioni - continua Andreini - al di là della rilevanza civile e penale, sulla quale mi riservo di agire in ogni sede, ciò che resta è il gravissimo comportamento. Invito i cittadini nel segreto dell’urna a comportarsi di conseguenza evitando che il nostro Comune sia amministrato da gente come lui».
Accuse che tornano indietro dalla parte di Daddio: «Non ho registrato io la telefonata in vivavoce, l’ha fatto un’altra persona a mia insaputa. La persona in questione l'ha divulgata senza consenso alcuno. Prendo le dovute distanze: ho già provveduto a effettuare querela. Preciso infine che la telefonata trattava solo di argomenti politici, non denigrava nessuno e quanto detto è rientrato nella classica dialettica politica su argomenti ampiamente conosciuti e pubblici».(cbm)
«Fino ad oggi consideravo Daddio come un leale amico - dice Andreini - ci siamo scambiati alcune idee sulla campagna elettorale. Ho evitato di parlare di alcuni esponenti della politica per non incorrere in discussioni. Non solo la telefonata è stata registrata ma addirittura divulgata a un gruppo di persone senza il mio consenso».
Il caso è esploso pubblicamente in consiglio comunale in cui c’è stata una bagarre tra i due. «Daddio si è nascosto dietro un rapporto di amicizia per carpire informazioni - continua Andreini - al di là della rilevanza civile e penale, sulla quale mi riservo di agire in ogni sede, ciò che resta è il gravissimo comportamento. Invito i cittadini nel segreto dell’urna a comportarsi di conseguenza evitando che il nostro Comune sia amministrato da gente come lui».
Accuse che tornano indietro dalla parte di Daddio: «Non ho registrato io la telefonata in vivavoce, l’ha fatto un’altra persona a mia insaputa. La persona in questione l'ha divulgata senza consenso alcuno. Prendo le dovute distanze: ho già provveduto a effettuare querela. Preciso infine che la telefonata trattava solo di argomenti politici, non denigrava nessuno e quanto detto è rientrato nella classica dialettica politica su argomenti ampiamente conosciuti e pubblici».(cbm)
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