Sicurezza
Accademia dei mestieri per i grandi eventi
di Donatella Francesconi
Ieri al ministero l’incontro sulla proposta della Fondazione
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VIAREGGIO. Trasferta romana per la presidente della Fondazione Carnevale, Maria Lina Marcucci, che ieri pomeriggio era attesa al ministero dell’istruzione per illustrare un progetto che le “frullava” in testa da un po’ e che - fissato sulla carta nei particolari - è pronto a spiccare il volo. «Andiamo a proporre», spiega Marcucci mentre sta andando al treno, direzione Capitale, «la nascita di una vera e propria Accademia del Carnevale». Che diventi, però, punto di riferimento per chiunque intenda realizzare grandi eventi potendo contare su personale specializzato in tutti i “mestieri” che rendono possibile la realizzazione di tutto quanto fa spettacolo.
La Fondazione - è ancora la presidente a raccontare - «mette sul progetto il finanziamento arrivato dal bando del ministero per il sostegno ai Carnevali d’Italia». Son cinquantunomila euro: niente per sostenere i costi della manifestazione simbolo della città, ma abbastanza per segnare un nuovo inizio. Basato sui “mestieri”, che significa mani che lavorano ma anche teste che ragionano: «Un Accademia dove si impari cosa significa il management dei grandi eventi, come si possa applicare la robotica allo spettacolo, ma anche dove si incontrino i saperi importanti della cantieristica navale con quelli del Carnevale dello spettacolo più in generale». Un esempio per tutti: costruire in rendering tridimensionali delle costruzioni che sfileranno nei Corsi.
«Abbiamo mandato il progetto al ministro Stefania Giannini che ne era rimasta entusiasta», ricorda la presidente della Fondazione, ed oggi ecco l’appuntamento, dal Governo Renzi a quello di Paolo Gentiloni.
Maria Lina Marcucci è decisa a realizzare il proprio progetto: «Io voglio annunciare la realizzazione del progetto per il prossimo Carnevale. Perché quando hai un’idea funziona come con gli uomini: o ti sposano nei primi tre anni, o la certezza è che non se ne farà di niente».
La struttura potrebbe essere quella degli Istituti tecnici superiori, che piano piano si vanno facendo strada anche in Italia per i ragazzi che - dopo la maturità - non scelgono l’università ma non rinunciano comunque ad un percorso formativo di livello superiore. Ma tra gli obiettivi della presidente c’è anche quello di un libello di formazione di tipo master per chi la laurea ce l’ha e vuole formarsi in uno dei settori che sulla carta sono vanto dell’Italia che poi, però, nel concreto non vi punta un centesimo. Perdendosi per la strada tanti giovani talenti che sempre più guardano all’estero anche quando passano dai “templi” dell’arte italiana, quale è - per esempio - Cinecittà per quanto riguarda tutto ciò che fa grande schermo.
«Contiamo sul fatto che diventi attrattiva», è la speranza che Marcucci coltiva mentre sale sul treno per Roma: «Anche perché Viareggio ha davvero sviluppato professionalità eccezionali» in tutti i settori tecnici che si snodano dalla Darsena al Carnevale e viceversa. Senza dimenticare che nel raggio di pochi chilometri si trovano due licei artistici (Lucca e Pietrasanta), due accademie di Belle Arti (Carrara e Firenze), una delle facoltà di ingegneria più quotate d’Italia (quella di Pisa), il Centro ricerca “Piaggio” della stessa università pisana che miete successi internazionali proprio nel settore della robotica. Insomma, come si dice, non manca proprio niente. Se non la voglia di crederci. Senza pensare che il Carnevale si sia montato la testa o che sia pronto a cedere la propria unicità per inseguire a tutti i costi la modernità. Anzi. Potrebbe essere che a salvare la cartapesta, donandole nuova vita, siano proprio scienza e tecnica applicate allo spettacolo che sfila dal 1873 sui viali a Mare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La Fondazione - è ancora la presidente a raccontare - «mette sul progetto il finanziamento arrivato dal bando del ministero per il sostegno ai Carnevali d’Italia». Son cinquantunomila euro: niente per sostenere i costi della manifestazione simbolo della città, ma abbastanza per segnare un nuovo inizio. Basato sui “mestieri”, che significa mani che lavorano ma anche teste che ragionano: «Un Accademia dove si impari cosa significa il management dei grandi eventi, come si possa applicare la robotica allo spettacolo, ma anche dove si incontrino i saperi importanti della cantieristica navale con quelli del Carnevale dello spettacolo più in generale». Un esempio per tutti: costruire in rendering tridimensionali delle costruzioni che sfileranno nei Corsi.
«Abbiamo mandato il progetto al ministro Stefania Giannini che ne era rimasta entusiasta», ricorda la presidente della Fondazione, ed oggi ecco l’appuntamento, dal Governo Renzi a quello di Paolo Gentiloni.
Maria Lina Marcucci è decisa a realizzare il proprio progetto: «Io voglio annunciare la realizzazione del progetto per il prossimo Carnevale. Perché quando hai un’idea funziona come con gli uomini: o ti sposano nei primi tre anni, o la certezza è che non se ne farà di niente».
La struttura potrebbe essere quella degli Istituti tecnici superiori, che piano piano si vanno facendo strada anche in Italia per i ragazzi che - dopo la maturità - non scelgono l’università ma non rinunciano comunque ad un percorso formativo di livello superiore. Ma tra gli obiettivi della presidente c’è anche quello di un libello di formazione di tipo master per chi la laurea ce l’ha e vuole formarsi in uno dei settori che sulla carta sono vanto dell’Italia che poi, però, nel concreto non vi punta un centesimo. Perdendosi per la strada tanti giovani talenti che sempre più guardano all’estero anche quando passano dai “templi” dell’arte italiana, quale è - per esempio - Cinecittà per quanto riguarda tutto ciò che fa grande schermo.
«Contiamo sul fatto che diventi attrattiva», è la speranza che Marcucci coltiva mentre sale sul treno per Roma: «Anche perché Viareggio ha davvero sviluppato professionalità eccezionali» in tutti i settori tecnici che si snodano dalla Darsena al Carnevale e viceversa. Senza dimenticare che nel raggio di pochi chilometri si trovano due licei artistici (Lucca e Pietrasanta), due accademie di Belle Arti (Carrara e Firenze), una delle facoltà di ingegneria più quotate d’Italia (quella di Pisa), il Centro ricerca “Piaggio” della stessa università pisana che miete successi internazionali proprio nel settore della robotica. Insomma, come si dice, non manca proprio niente. Se non la voglia di crederci. Senza pensare che il Carnevale si sia montato la testa o che sia pronto a cedere la propria unicità per inseguire a tutti i costi la modernità. Anzi. Potrebbe essere che a salvare la cartapesta, donandole nuova vita, siano proprio scienza e tecnica applicate allo spettacolo che sfila dal 1873 sui viali a Mare.
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