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Striscioni anti vaccini a Viareggio, i medici dell’Asl: «Irresponsabili»
Una decina di lenzuoli-slogan sono apparsi nelle strade in segno di solidarietà con il medico radiato dall’albo
VIAREGGIO. «Un atto di censura», così viene definita dal gruppo “Lucca Versilia uniti per la libertà vaccinale” e dal Condav Toscana la decisione di radiare dall’albo dei medici di Treviso Roberto Gava. La decisione è arrivata a seguito delle posizioni “antivacciniste” del dottore trevigiano. Proprio per questo, alcuni attivisti contrari alla pratica medica del vaccino hanno deciso di attaccare abusivamente una decina di striscioni di solidarietà, uno proprio all’ingresso della città: alla rotonda dell’uscita Viareggio sud della Variante Aurelia.
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«La radiazione di un medico rappresenta un pericolosissimo atto di censura che ci fa seriamente temere per la libertà di parola in questo paese — scrivono in una nota — proprio per questo il 25 aprile, festa che celebra la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, ci piace sottolineare come la libertà di cura sia un pezzo importante delle libertà e ricordare che ad essa i nostri. Siamo seriamente preoccupati per la proposta della giunta toscana che vuole imporre 29 dosi di vaccini nei primi 15 mesi di vita e 38 entro i 6 anni, come requisito per accedere ai nidi, alle materne e ai servizi integrativi dell’infanzia. Questa legge produrrà un unico risultato cioè quello di escludere i bambini dalla vita sociale in un’età importante per il loro sviluppo e per la loro crescita».
A questo atto di ribellione seguono alcune richieste: «Vogliamo che ci venga garantito il diritto di non vaccinare i nostri figli, di rinviare e personalizzare il calendario vaccinale in accordo con i nostri medici. Chiediamo inoltre un’informazione libera da ogni tipo di interesse e una medicina al servizio dei cittadini e non delle lobby farmaceutiche».
Una posizione che ovviamente non è condivisa dalla medicina che da ogni parte critica i sostenitori delle teorie antivacciniste. Franco Barghini del Dipartimento di prevenzione dell’Asl bolla come irresponsabili questi cittadini: «Il metodo scientifico e la medicina hanno la particolarità di non essere democratici: o si studia o le cose non si sanno. Il resto sono chiacchiere. I vaccini, come tutti i farmaci — spiega — vengono testati per quello che riguarda la sicurezza e l’efficacia. Dal punto di vista del rapporto rischi-benefici, questi ultimi sono maggiori. Sono sempre possibili le controindicazioni ma la percentuale che si verifichino è estremamente bassa ed è soprattutto legata ad allergie».
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E continua: «Sono contento che quel medico sia stato radiato dall’albo: la medicina deve essere basata sulle evidenze scientifiche e non su supposizioni. I vaccini sono tra i farmaci più controllati: inoltre deve essere dimostrata la correlazione diretta tra certi sintomi e la somministrazione dei vaccini. Il problema in cui incorrono queste persone è che vengono imputati ai vaccini tutte le patologie che insorgono nei quindici-venti giorni dopo la loro somministrazione: dalla crisi convulsiva fino alla febbre. Ammesso anche che possa esserci una reazione ogni centomila dosi, bisogna vedere anche i vantaggi che la vaccinazione porta: dobbiamo considerare che il benessere della nostra società sono l’acqua pulita e i vaccini».
Riguardo ai presunti interessi delle lobby il dottore spiega: «Le case farmaceutiche hanno poco interesse a lucrare sui vaccini — dice — a conti fatti sono medicinali che vengono dati un paio di volte (contando i richiami). Sulla loro produzione non c’è un vero e proprio guadagno».
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