Sicurezza
Estate a spiaggia libera per l’ex Centro congressi
di Donatella Francesconi
Struttura e stabilimento balneare sono all’asta che scade alla fine di aprile Se andrà deserta ci sarà un nuovo bando per la metà di giugno
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VIAREGGIO. Si chiedono in molti che fine farà, nell’estate alle porte, la spiaggia dell’ex Centro congressi “Principe di Piemonte”. Immobile e stabilimento balneare sono all’asta, per una cifra base di 4.475.000 euro, scadenza fissata al 28 di questo mese. Più di uno si è fatto avanti con il curatore della Viareggio Patrimonio, Donato Bellomo, società interamente pubblica proprietaria del bene. Tra gli interessati anche società seriamente interessate e con capacità di spesa adeguata e comprovata. Sul sito “Astalegale.net” a ieri sono state 156 le visualizzazioni del materiale a disposizione tra bando, perizie e allegati vari.
«Se il primo bando dovesse andare deserto», spiega Bellomo al “Tirreno”, «conto di farne subito un altro con scadenza intorno alla metà di giugno». Procedura che non consente l’affidamento dello stabilimento balneare così come deciso lo scorso anno, dallo stesso curatore fallimentare. A tenere aperta la spiaggia, con sdraio, ombrelloni e tutti i servizi dello stabilimento balneare, sono state - per l’estate 2016 - Misericordia di Lido e Misericordia di Torre del Lago.
«Al limite si potrà pensare ad una sorveglianza della struttura», aggiunge Bellomo. Che, comunque, ha continuato ad assicurare questo servizio per avere la meglio sulle intrusioni nella struttura che in passato si sono verificate.
La Viareggio Patrimonio è proprietaria di due vagoni cabine e locali accessori mentre il resto - la porzione su cui insistono la maggior parte delle cabine, la piscina e parte della terrazza esterna - è stato acquisito al Demanio dello Stato con verbale di incameramento del 30 maggio 1967, in quanto manufatti di difficile rimozione. È la ricostruzione fatta per il curatore fallimentare dal geometra Giovanni Leonardi. L’arenile di pertinenza è, invece, del Demanio dello Stato e la Patrimonio è titolare di una licenza di subingresso anno 2007 essendo subentrata alla Viareggio Porto che nel 2015 aveva ottenuto la concessione all’occupazione, fino al 2010, di una zona demaniale marittima della superficie di 8.068,11 metri quadrati per l’esercizio dell’attività di stabilimento balneare.
Attività che ha origine nel 1920, quando lo stabilimento balneare si chiamava “Lido”. Nuovi progetti, mai realizzati, portarono, negli anni, la firmadi professionisti autorevoli: quello del 1923, di Alfredo Belluomini; quello del 1929 di Angelo Crippa; e quello del 1938 di Raffaello Brizzi. Viene realizzato, invece, nel 1938 quello dell’ingegnere fiorentino Aldo Castelfranco: lo stabilimento diventa “Select” (per una ventina di giorni prima di cambiare nome nel più ben visto al regime fascista “Principe di Piemonte”) e l’inaugurazione è l’avvenimento di quella estate, comprensivo di sistemazione urbanistica della zona a mare di via Marco Polo, piazza Puccini e piazza Mazzini. L’ingegnere Giuseppe De Micheli realizza l’opera in sei mesi di lavori. Lo stabilimento occupava 10.000 metri quadrati di arenile e comprendeva: 150 cabine, tutte dotate di acqua potabile e di mare, con servizi igienici, piscina con trampolino, saloni da ballo, ristorante, caffè con buffet freddo, una rotonda sul mare ed un grande cinema-teatro dotato di aria condizionata.
Nel 2015, quando la struttura viene chiusa, lo stabilimento balneare aveva 163 clienti (contro i 197 del 2009) per un incasso totale di 402.508,90 euro. Ombrellone sdraio per l’intera stagione costavano 4.630 euro, comprensivi di utilizzo della piscina molto lontana dai fasti di quel lontano 1938.
«Se il primo bando dovesse andare deserto», spiega Bellomo al “Tirreno”, «conto di farne subito un altro con scadenza intorno alla metà di giugno». Procedura che non consente l’affidamento dello stabilimento balneare così come deciso lo scorso anno, dallo stesso curatore fallimentare. A tenere aperta la spiaggia, con sdraio, ombrelloni e tutti i servizi dello stabilimento balneare, sono state - per l’estate 2016 - Misericordia di Lido e Misericordia di Torre del Lago.
«Al limite si potrà pensare ad una sorveglianza della struttura», aggiunge Bellomo. Che, comunque, ha continuato ad assicurare questo servizio per avere la meglio sulle intrusioni nella struttura che in passato si sono verificate.
La Viareggio Patrimonio è proprietaria di due vagoni cabine e locali accessori mentre il resto - la porzione su cui insistono la maggior parte delle cabine, la piscina e parte della terrazza esterna - è stato acquisito al Demanio dello Stato con verbale di incameramento del 30 maggio 1967, in quanto manufatti di difficile rimozione. È la ricostruzione fatta per il curatore fallimentare dal geometra Giovanni Leonardi. L’arenile di pertinenza è, invece, del Demanio dello Stato e la Patrimonio è titolare di una licenza di subingresso anno 2007 essendo subentrata alla Viareggio Porto che nel 2015 aveva ottenuto la concessione all’occupazione, fino al 2010, di una zona demaniale marittima della superficie di 8.068,11 metri quadrati per l’esercizio dell’attività di stabilimento balneare.
Attività che ha origine nel 1920, quando lo stabilimento balneare si chiamava “Lido”. Nuovi progetti, mai realizzati, portarono, negli anni, la firmadi professionisti autorevoli: quello del 1923, di Alfredo Belluomini; quello del 1929 di Angelo Crippa; e quello del 1938 di Raffaello Brizzi. Viene realizzato, invece, nel 1938 quello dell’ingegnere fiorentino Aldo Castelfranco: lo stabilimento diventa “Select” (per una ventina di giorni prima di cambiare nome nel più ben visto al regime fascista “Principe di Piemonte”) e l’inaugurazione è l’avvenimento di quella estate, comprensivo di sistemazione urbanistica della zona a mare di via Marco Polo, piazza Puccini e piazza Mazzini. L’ingegnere Giuseppe De Micheli realizza l’opera in sei mesi di lavori. Lo stabilimento occupava 10.000 metri quadrati di arenile e comprendeva: 150 cabine, tutte dotate di acqua potabile e di mare, con servizi igienici, piscina con trampolino, saloni da ballo, ristorante, caffè con buffet freddo, una rotonda sul mare ed un grande cinema-teatro dotato di aria condizionata.
Nel 2015, quando la struttura viene chiusa, lo stabilimento balneare aveva 163 clienti (contro i 197 del 2009) per un incasso totale di 402.508,90 euro. Ombrellone sdraio per l’intera stagione costavano 4.630 euro, comprensivi di utilizzo della piscina molto lontana dai fasti di quel lontano 1938.
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