La manifestazione
Peschereccio finisce sugli scogli
Paura alla Gorgona per Ardito II: illesi il comandante e un marinaio. Gravi danni all’imbarcazione
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LIVORNO. Un peschereccio salpato martedì alle 3 di notte da Viareggio avrebbe dovuto fare ritorno dopo un paio di giorni , ma così non è stato per colpa di un guasto a cui si è aggiunto il maltempo: poco prima della mezzanotte dell’altro ieri è infatti rimasto incagliato sugli scogli del porticciolo della Gorgona e ha cominciato a imbarcare acqua. Solo l'intervento della Capitaneria di porto e della polizia penitenziaria ha permesso il salvataggio delle due persone a bordo e dell’imbarcazione stessa. Il comandante, 48 anni originario di Termini Imerese e il marinaio, 34, di Viareggio , nella serata di martedì - mentre le condizioni meteomarine stavano peggiorando per il forte vento di grecale - hanno iniziato ad avere di problemi alla pompa di sentina hanno incominciato a imbarcare acqua. «Alle ore 23.25 - spiega una nota della Capitaneria di porto di Livorno - giungeva una comunicazione radio Vhf da parte del comandante del motopesca Ardito II, di base a Viareggio, il quale durante l’attività di pesca individuava una via d’acqua in sala macchine e richiedeva l’autorizzazione all’ingresso presso l’approdo dell’Isola di Gorgona».
L’autorizzazione è stata concessa e la guardia costiera di Livorno, ricevuta la richiesta di soccorso, ha fatto subito mollare gli ormeggi a un suo mezzo che in 35 minuti è arrivata nel porto di Gorgona dove, a causa del forte vento e della corrente, ha trovato il peschereccio incagliato tra scogli dentro il porto.
«La motovedetta della Capitaneria si è diretta in assistenza all’unità da pesca che aveva segnalato il guasto e nel contempo veniva acquisita l’autorizzazione da parte della polizia penitenziaria all’accesso in porto. Alle 23.54 il peschereccio raggiungeva il porticciolo di Gorgona incagliandosi nel basso fondale ed ilcomandante riferiva di avere chiuso le mandate delle casse gasolio e che entrambi i membri dell’equipaggio non avevano riportato lesioni». Il personale della motovedetta ha poi confermato l’assenza di inquinamento rimanendo all’ormeggio in Gorgona.
«Fin dalle prime luci del mattino - prosegue il comunicato - la motovedetta ha confermato di non rilevare tracce d’inquinamento; l’armatore è stato diffidato, comunque, a rimuovere il peschereccio nel più breve tempo possibile».
La guardia costiera, d’intesa con la polizia penitenziara, aveva già permesso lo sbarco a terra dell'equipaggio che è stato visitato dal medico di turno. Il dottor Marco Borgioli ha trovato entrambi in buone condizioni e ha parlato con i due per tranquillizzarli senza somministrare alcun farmaco. I naufraghi hanno quindi trascorso la notte sull'isola mentre resta da verificare come rimuovere il peschereccio incagliato fra gli scogli e adesso inclinato.
«È tutta la mia vita», ha esclamato il comandante del peschereccio guardando con occhi preoccupati la sua barca e immaginando il peggio. «Non voglio tornare a casa senza di lei», ha aggiunto. «Se avessimo avuto un mezzo nostro - denuncia il sindacalista Pierangelo Campolattano, segretario provinciale della Cisl-Fns per la penitenziaria - più volte richiesto e fermo al piazzale del carcere di Livorno avremmo evitato di far intervenire la capitaneria».
L’autorizzazione è stata concessa e la guardia costiera di Livorno, ricevuta la richiesta di soccorso, ha fatto subito mollare gli ormeggi a un suo mezzo che in 35 minuti è arrivata nel porto di Gorgona dove, a causa del forte vento e della corrente, ha trovato il peschereccio incagliato tra scogli dentro il porto.
«La motovedetta della Capitaneria si è diretta in assistenza all’unità da pesca che aveva segnalato il guasto e nel contempo veniva acquisita l’autorizzazione da parte della polizia penitenziaria all’accesso in porto. Alle 23.54 il peschereccio raggiungeva il porticciolo di Gorgona incagliandosi nel basso fondale ed ilcomandante riferiva di avere chiuso le mandate delle casse gasolio e che entrambi i membri dell’equipaggio non avevano riportato lesioni». Il personale della motovedetta ha poi confermato l’assenza di inquinamento rimanendo all’ormeggio in Gorgona.
«Fin dalle prime luci del mattino - prosegue il comunicato - la motovedetta ha confermato di non rilevare tracce d’inquinamento; l’armatore è stato diffidato, comunque, a rimuovere il peschereccio nel più breve tempo possibile».
La guardia costiera, d’intesa con la polizia penitenziara, aveva già permesso lo sbarco a terra dell'equipaggio che è stato visitato dal medico di turno. Il dottor Marco Borgioli ha trovato entrambi in buone condizioni e ha parlato con i due per tranquillizzarli senza somministrare alcun farmaco. I naufraghi hanno quindi trascorso la notte sull'isola mentre resta da verificare come rimuovere il peschereccio incagliato fra gli scogli e adesso inclinato.
«È tutta la mia vita», ha esclamato il comandante del peschereccio guardando con occhi preoccupati la sua barca e immaginando il peggio. «Non voglio tornare a casa senza di lei», ha aggiunto. «Se avessimo avuto un mezzo nostro - denuncia il sindacalista Pierangelo Campolattano, segretario provinciale della Cisl-Fns per la penitenziaria - più volte richiesto e fermo al piazzale del carcere di Livorno avremmo evitato di far intervenire la capitaneria».
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