Il Tirreno

Versilia

FORTE DEI MARMI 

L’Hotel Giada la prossima estate resterà chiuso

FORTE DEI MARMI. «Quest’anno anche il centralissimo Hotel Giada, a due passi da piazza Marconi, resterà chiuso. Legittime, certamente le motivazioni, la nuova proprietà, da quanto si sa, attende di...

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FORTE DEI MARMI. «Quest’anno anche il centralissimo Hotel Giada, a due passi da piazza Marconi, resterà chiuso. Legittime, certamente le motivazioni, la nuova proprietà, da quanto si sa, attende di ristrutturarlo e sarà probabilmente ai nastri di partenza l’anno prossimo: ma intanto quest’estate sarà desolatamente chiuso». A denunciare una situazione, purtroppo, in escalation, è Sergio Marrai, noto esponente dei balneari cittadini ed ex assessore.
«Vorrei tornare a parlare di questo argomento sul quale avevo già avuto modo di fare qualche riflessione in passato. Viviamo un momento particolare della vita amministrativa del nostro paese — continua Marrai — e ci si appresta alle elezioni che decreteranno la nuova guida del Comune. In questo frangente tutti gli schieramenti, giustamente, espongono e propongono le proprie idee e i loro programmi. Però, e se sbaglio faccio ammenda, io non ho ancora sentito né visto qualcuno che abbia affrontato seriamente due settori vitali per la nostra economia e il turismo di questo paese: gli alberghi e gli stabilimenti balneari, due colonne sulle quali si basa l’intera economia cittadina. Per i primi, ormai, si assiste, infatti, costantemente e progressivamente alla moria delle varie strutture alberghiere, e la mia speranza è che non sia un virus letale. Strutture non modernissime ma ancora in grado di assolvere una funzione ricettiva, invece rimangono chiuse. Per i secondi — continua Marrai — non si sa ancora quali scenari aprirà alla fin fine la Direttiva Bolkestein sulla gestione degli arenili e le prime avvisaglie di cambiamento le abbiamo già notate, da qualche tempo, con l’arrivo di nomi importanti e altisonanti in un settore che era fino a poco tempo fa in mano ad una conduzione esclusivamente familiare. Insomma da qui parte il futuro di questo paese e qualunque ne sarà il destino mi parrebbe opportuno parlarne, e parlandone, magari, trovare qualche rimedio. Io non ho una ricetta, ad esempio, per la chiusura degli alberghi: ma magari l’amministrazione comunale che verrà potrebbe fare obbligo di tenerli in funzione in attesa della loro ristrutturazione, pena la decadenza della licenza e di tutti i vantaggi e deroghe ottenute nel tempo. Ovviamente è solo un’ipotesi tutta da verificare nella fattibilità, ma questo permetterebbe di mantenere ricettività e posti lavoro. Mi pesa che non ci sia dibattito sul futuro di Forte dei Marmi, un dibattito che dovrebbe aprirsi principalmente su questi temi senza niente togliere all’importanza di altri molto presenti come la sicurezza e del decoro».
E che quella di Marrai non sia una voce isolata nel deserto lo testimonia anche il sindaco Umberto Buratti che proprio in questi giorni ha sollecitato i proprietari dei tre grandi alberghi finiti in mano russa, il Mirabeau, l’Alcione e il Paradiso al mare a palesare le proprie intenzioni e quantomeno a mantenere puliti e in ordine le strutture e i relativi giardini.
E proprio sui destini dei tre alberghi chiusi ormai da diverse stagioni, destinati nelle intenzioni a diventare cinquestelle lusso e che dovevano essere il coronamento dell’accoglienza superlusso in città, si interrogano ormai in molti. Tempo fa si diceva che fossero stati messi in vendita, ma le cifre in ballo comprese quelle altissime per le necessarie ristrutturazioni, potrebbero scoraggiare eventuali acquirenti (in fondo al Forte si lavora solo nei mesi estivi, cioè troppo poco per investimenti milionari) e condannare queste strutture al limbo in cui vivono attualmente.

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