Il dolore
Mare pulito: parte la sperimentazione
Al via oggi i primi test alla Fossa dell’Abate con l’acido peracetico
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CAMAIORE. E il peracetico fu: forse si salveranno i tuffi per la prossima estate. La “soluzione tampone” decisa dalle amministrazioni versiliesi sul problema della balneazione dovrebbe infatti prendere il via in queste ore.
È stabilita infatti per oggi la partenza del progetto congiunto tra i vari Comuni della Versilia insieme all’università di Pisa, Arpat e la ditta Calgedo per immettere nella acque dei fossi il famoso acido peracetico, un disinfettante che dovrebbe abbattere la carica batterica negli alvei fluviali. Ma non sarà un intervento massiccio e incontrollato, come alcuni temevano.
«La sperimentazione inizia per gradi, con valori assolutamente cautelativi», sono le parole dell’ingegnere Giuanluigi Ottani, direttore dei lavori per quanto riguarda la costruzione degli impianti, l’ingegnerizzazione, tutta la parte relativa ai controlli telematici del sistema. «Proseguiremo man mano per trovare il punto di equilibrio con prudenza e cautela», prosegue Ottani, «in accordo con Arpat per quanto attiene al calendario della sperimentazione e seguendo passo passo il disciplinare del protocollo della sperimentazione».
L’immissione dell’acido, infatti non avverrà direttamente nell’alveo dei fiumi ma sarà versato prima nelle idrovore dei depuratori e nei fossi. Il primo ad essere interessato è la Fossa dell’Abate dal lato di Lido di Camaiore. Si passerà poi agli altri due fossi responsabili dei divieti di balneazione: il Motrone e il Fiumetto. L’università, durante questo periodo di sperimentazione dovrà quindi capire qual è la “giusta misura” per far sì che non ci siano danni alla flora, alla faune e alle persone che potrebbero venire a contatto con il disinfettante.
Le analisi saranno fatte da Arpat e, secondo l’amministrazione di Camaiore, che su questo tema è la capofila, i primi risultati della sperimentazione dovrebbero già essere pronti per l’inizio della stagione balneare.
(cbm e df)
È stabilita infatti per oggi la partenza del progetto congiunto tra i vari Comuni della Versilia insieme all’università di Pisa, Arpat e la ditta Calgedo per immettere nella acque dei fossi il famoso acido peracetico, un disinfettante che dovrebbe abbattere la carica batterica negli alvei fluviali. Ma non sarà un intervento massiccio e incontrollato, come alcuni temevano.
«La sperimentazione inizia per gradi, con valori assolutamente cautelativi», sono le parole dell’ingegnere Giuanluigi Ottani, direttore dei lavori per quanto riguarda la costruzione degli impianti, l’ingegnerizzazione, tutta la parte relativa ai controlli telematici del sistema. «Proseguiremo man mano per trovare il punto di equilibrio con prudenza e cautela», prosegue Ottani, «in accordo con Arpat per quanto attiene al calendario della sperimentazione e seguendo passo passo il disciplinare del protocollo della sperimentazione».
L’immissione dell’acido, infatti non avverrà direttamente nell’alveo dei fiumi ma sarà versato prima nelle idrovore dei depuratori e nei fossi. Il primo ad essere interessato è la Fossa dell’Abate dal lato di Lido di Camaiore. Si passerà poi agli altri due fossi responsabili dei divieti di balneazione: il Motrone e il Fiumetto. L’università, durante questo periodo di sperimentazione dovrà quindi capire qual è la “giusta misura” per far sì che non ci siano danni alla flora, alla faune e alle persone che potrebbero venire a contatto con il disinfettante.
Le analisi saranno fatte da Arpat e, secondo l’amministrazione di Camaiore, che su questo tema è la capofila, i primi risultati della sperimentazione dovrebbero già essere pronti per l’inizio della stagione balneare.
(cbm e df)
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