Il Tirreno

Versilia

Il guasto al depuratore riparato ai primi di maggio 

di Donatella Francesconi
Il guasto al depuratore riparato ai primi di maggio 

L’azienda idrica Gaia: la linea a membrane è andata in tilt a febbraio Lavori in corso, «ma i residui solidi nei fossi non derivano dal nostro impianto»

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VIAREGGIO. La linea a membrane del depuratore di Viareggio andata in tilt a febbraio potrà «entrare in funzione con i dovuti collaudi entro il 3-4 maggio. Interamente revisionata». Così la previsione di Gaia che spiega cosa è accaduto con una lunga nota inviata dopo che il “Tirreno” ha reso noto cosa è accaduto nell’impianto ed i rilievi di Capitaneria (che ha p informato la Procura della Repubblica) ed Arpat. «Liquami non depurati, come rilevato da Arpat - così dichiarano il direttore di Gaia, Paolo Peruzzi ed il responsabile dell’acquedotto, Francesco Di Martino - «dal nostro impianto non ne escono e rifiuti grossolani neppure. La nostra ipotesi è che quelli individuati provengano dai sedimenti sul fondo dei canali».
Detto ciò, ecco la ricostruzione di come - a detta di Gaia - si sia arrivati al guasto che ha interessato la linea a membrane (Mbr), la quale ha un’«efficienza depurativa molto spinta, ma per la quale «nell’autunno scorso era stata preventivata un’attività di manutenzione straordinaria, con lo svuotamento della vasca, la verifica del sistema di diffusione aria, ed altro. Intervento non realizzato per la “crisi fanghi”».
Crisi che per Gaia è la conseguenza dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia toscana sullo spargimento in terreni agricoli di fanghi da depurazione e da cartiere. Inchiesta che ha coinvolto sia Gaia che Sea Risorse. «Il funzionamento complessivo dell’impianto di depurazione dall’autunno scorso, a seguito dell’indagine», scrive Gaia, «è stato messo a dura prova dalla pratica impossibilità di smaltire i fanghi di supero». Il che comporta una maggior difficoltà di gestione e di controllo dello scarico a causa della elevata concentrazione di fanghi nelle vasche di ossidazione e nelle vasche di sedimentazione che rende non stabili i processi biologici. Situazione regolarmente segnalata nel momento di massima crisi, cioè nel dicembre 2016, sia al dipartimento provinciale Arpat che alla Prefettura».
In questo quadro, a febbraio, ecco «il guasto alle tubazioni che convogliano aria compressa al letto poroso della vasca a cicli alternati della linea Mbr». Il 6 marzo «per attivare la manutenzione straordinaria, la linea è stata disattivata ed è iniziato lo svuotamento che ha richiesto diversi giorni per non sovraccaricare troppo la linea rimasta in funzione. La disattivazione della linea Mbr ha privato l’impianto di un terzo della propria capacità depurativa e ha comportato la necessità di convogliare tutto il liquame in arrivo sulla linea Carrousel che è stata quindi sovraccaricata in una condizione sempre di concentrazione elevata di fango in vasca». Linea - spiegano Peruzzi e Di Martino - risalente agli anni Settanta ed «appena sufficiente». Se, «in condizioni normali entrambe le linee funzionano abbastanza bene», ci sono stati comunque «problemi con i composti azotati». Imputabili, secondo Gaia, alla “crisi fanghi”.
Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria della linea Mbr, «dal guasto, dopo lo svuotamento delle vasche - informa Gaia - sono iniziati i lavori sull’intera linea». Comprensivi dell’«invio al produttore, per la revisione generale, dei tre compressori di produzione aria, dopo 5 anni di ininterrotto funzionamento». Alla domanda sui tempi fissati per tale revisione, Peruzzi e Di Martino rispondono: «Bisognerebbe verificare».

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