Gioco
Ombrelloni e lettini già pronti
Tante incognite, ma la stagione è partita: «Il nostro impegno non manca mai»
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VIAREGGIO. Il sole si fa largo tra le nuvole: nemmeno lui sopporta più l’incertezza di questo mondo. I trattori scolpiscono la spiaggia, gli ombrelloni spuntano come fiori. È la primavera di Viareggio: siamo a metà aprile, ma sembra già estate. «L’ho detto che a Pasqua saremo pronti — dice orgoglioso Pietro Guardi, presidente dei balneari viareggini — Questa è la dimostrazione. Magari non saremo tutti, magari non ci saranno tutti i servizi. Ma tra questo ponte e quello del 25 aprile gli stabilimenti balneari da Torre del Lago alla Terrazza della Repubblica saranno a pieno regime. Per noi la stagione è già iniziata».
La spiaggia è in fermento come non si era mai visto in questo periodo. Alcuni stabilimenti balneari si stanno rifacendo il look, altri ritirano fuori le strutture dell’estate scorsa. «C’è voglia di fare — prosegue Guardi — si lavora e ci si prepara per accogliere i turisti. Le sensazioni sono buone, speriamo nel meteo. Ma noi ci siamo». La sensazione è che sia finita un’epoca. E che ne stia ricominciando un’altra. La città ha vissuto anni difficili e tutt’ora ne subisce le scorie: per molti Viareggio non è più la capitale della Versilia ridens, vittima com’è di degrado e di incuria. Oppure della criminalità, media e piccola, che attanaglia il cuore della città. Ma la cantilena lamentosa che ha accompagnato troppe estati sembra ridursi ai soliti irriducibili. Gli altri si rimboccano le maniche, dimostrando che non è vero che i viareggini non fanno nulla per la loro città. Uno di questi è Icaro Maggini del bagno Tirreno: volto fiero e rughe vergate dal sole. Qualcuna gliel’ha causata anche la direttiva Bolkestein, di cui è orgoglioso oppositore dalla prima ora. Ma proprio per questo motivo non ci sta a passare da balneare pigro e fanfarone. Lui, come Riccardo Barsotti del bagno Della Spora e altri colleghi, ha già piantato gli ombrelloni per accogliere i primi clienti nel ponte pasquale. Come da tradizione, si parte con le prime file per andare poi verso il mare. Ovviamente dopo aver fatto pulire e ripianare la spiaggia coi trattori: lo si è fatto a maggior ragione dopo l’ondata di lavarone nei giorni scorsi.
Se si parla di pulizia, però, il lavarone è l’ultimo dei problemi. Nel 2017, a due anni e mezzo di distanza dall’accordo per il mare pulito, l’obiettivo non è stato ancora raggiunto. Anzi. In questi giorni si è scoperto uno sversamento di liquami nel fosso Farabola, a causa del guasto dell’impianto di depurazione. Questa schifezza è arrivata in mare: si teme che possa causare i primi guai, leggi divieti di balneazione. Nel frattempo la società idrica Gaia — sollecitata da Arpat — sta intervenendo per riparare il guasto: servono una quindicina di giorni.
«Ci auguriamo che questa vicenda non ci crei problemi — dice Guardi — per quanto ci riguarda ce la mettiamo tutta: investiamo sulle nostre attività e le mettiamo a disposizione dei turisti, cercando di dare un servizio di sempre maggiore qualità. È chiaro che la questione della pulizia del mare è una spina nel fianco. Una faccenda di immagine, soprattutto. E noi ci auguriamo che si riesca a risolverla dopo anni di difficoltà. Partendo dalla sperimentazione con l’acido peracetico».
Sulla questione dell’acido il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro (leggi sopra) non le ha mandate a dire al collega di Camaiore Alessandro Del Dotto — con cui, bisogna ricordarlo, non corre buon sangue: Viareggio chiede a Camaiore di iniziare la sperimentazione con il peracetico e di non rinviarla ulteriormente, visto che sono stati già spesi centinaia di migliaia di euro. Ammesso che l’idea funzioni e riduca l’inquinamento delle acque versiliesi, in attesa che Gaia riesca a completare la rete delle fognature per impedire continui scarichi di liquami nei fiumi e fossi, fino in mare. Gli attriti tra Del Ghingaro e Del Dotto, comunque, non devono far dimenticare che la cosa più importante è la lotta all’inquinamento e la pulizia del mare. Questo interessa a tutti gli operatori turistici, ai cittadini e ai visitatori di Viareggio e della Versilia. Soprattutto in vista di una stagione che potrebbe essere quella del rilancio definitivo. E del ritorno dei tempi d’oro. (m. t.)
La spiaggia è in fermento come non si era mai visto in questo periodo. Alcuni stabilimenti balneari si stanno rifacendo il look, altri ritirano fuori le strutture dell’estate scorsa. «C’è voglia di fare — prosegue Guardi — si lavora e ci si prepara per accogliere i turisti. Le sensazioni sono buone, speriamo nel meteo. Ma noi ci siamo». La sensazione è che sia finita un’epoca. E che ne stia ricominciando un’altra. La città ha vissuto anni difficili e tutt’ora ne subisce le scorie: per molti Viareggio non è più la capitale della Versilia ridens, vittima com’è di degrado e di incuria. Oppure della criminalità, media e piccola, che attanaglia il cuore della città. Ma la cantilena lamentosa che ha accompagnato troppe estati sembra ridursi ai soliti irriducibili. Gli altri si rimboccano le maniche, dimostrando che non è vero che i viareggini non fanno nulla per la loro città. Uno di questi è Icaro Maggini del bagno Tirreno: volto fiero e rughe vergate dal sole. Qualcuna gliel’ha causata anche la direttiva Bolkestein, di cui è orgoglioso oppositore dalla prima ora. Ma proprio per questo motivo non ci sta a passare da balneare pigro e fanfarone. Lui, come Riccardo Barsotti del bagno Della Spora e altri colleghi, ha già piantato gli ombrelloni per accogliere i primi clienti nel ponte pasquale. Come da tradizione, si parte con le prime file per andare poi verso il mare. Ovviamente dopo aver fatto pulire e ripianare la spiaggia coi trattori: lo si è fatto a maggior ragione dopo l’ondata di lavarone nei giorni scorsi.
Se si parla di pulizia, però, il lavarone è l’ultimo dei problemi. Nel 2017, a due anni e mezzo di distanza dall’accordo per il mare pulito, l’obiettivo non è stato ancora raggiunto. Anzi. In questi giorni si è scoperto uno sversamento di liquami nel fosso Farabola, a causa del guasto dell’impianto di depurazione. Questa schifezza è arrivata in mare: si teme che possa causare i primi guai, leggi divieti di balneazione. Nel frattempo la società idrica Gaia — sollecitata da Arpat — sta intervenendo per riparare il guasto: servono una quindicina di giorni.
«Ci auguriamo che questa vicenda non ci crei problemi — dice Guardi — per quanto ci riguarda ce la mettiamo tutta: investiamo sulle nostre attività e le mettiamo a disposizione dei turisti, cercando di dare un servizio di sempre maggiore qualità. È chiaro che la questione della pulizia del mare è una spina nel fianco. Una faccenda di immagine, soprattutto. E noi ci auguriamo che si riesca a risolverla dopo anni di difficoltà. Partendo dalla sperimentazione con l’acido peracetico».
Sulla questione dell’acido il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro (leggi sopra) non le ha mandate a dire al collega di Camaiore Alessandro Del Dotto — con cui, bisogna ricordarlo, non corre buon sangue: Viareggio chiede a Camaiore di iniziare la sperimentazione con il peracetico e di non rinviarla ulteriormente, visto che sono stati già spesi centinaia di migliaia di euro. Ammesso che l’idea funzioni e riduca l’inquinamento delle acque versiliesi, in attesa che Gaia riesca a completare la rete delle fognature per impedire continui scarichi di liquami nei fiumi e fossi, fino in mare. Gli attriti tra Del Ghingaro e Del Dotto, comunque, non devono far dimenticare che la cosa più importante è la lotta all’inquinamento e la pulizia del mare. Questo interessa a tutti gli operatori turistici, ai cittadini e ai visitatori di Viareggio e della Versilia. Soprattutto in vista di una stagione che potrebbe essere quella del rilancio definitivo. E del ritorno dei tempi d’oro. (m. t.)
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