Coop a Camaiore L’azienda è ancora interessata all’affare
di Cesare Bonifazi
Unicoop Tirreno si farà avanti quando il progetto sarà pronto La risposta dei cittadini: «Più chiarezza sui benefici»
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CAMAIORE. A discapito di qualsiasi previsione, Unicoop Tirreno ribadisce il proprio interesse alla zona commerciale che dovrebbe sorgere (il condizionale è d’obbligo) in via Roma, a pochi passi dal centro di Camaiore, nei campi dell’ex-Cevecom. La catena di supermercati, che inizialmente aveva dato il proprio sì e sembrava che fosse definitivo, si è poi tirata indietro, «dati i sopraggiunti problemi di accordi che si sono verificati con il progetto».
«Siamo comunque interessati alla zona di Camaiore - fanno sapere da Unicoop - ma prima il progetto si deve concretizzare. Quando sarà pronto, valuteremo».
Un “grazie, ripasserò” che si accompagna a un “risolvete prima i vostri problemi”: non è proprio una porta chiusa ma lascia comunque campo libero a nuovi “migliori offerenti” che intanto si stanno presentando all’uscio. Nei giorni scorsi sembrava infatti che Unicoop fosse fuori dalla partita, considerati anche i problemi interni di “ristrutturazione” e di taglio degli investimenti. Ma pare che sia solo un arrivederci. Non resta che aspettare.
Sul fronte opposto continua il braccio di ferro tra privato e Comune: da una parte vengono offerti 270mila euro di opere pubbliche, ma con delle limitazioni nell’uso e non complete, dall’altra parte l’amministrazione chiede al costruttore pieni vantaggi per i cittadini camaioresi in termini anche economici. Il Comune infatti non accetta che la nuova viabilità, alternativa alla via Provinciale, sia a proprio carico.
Così, nell’affollata assemblea di mercoledì scorso con i cittadini, ci sono stati fronti opposti: voci contrarie al progetto, voci di favore e una nutrita fazione che è principalmente interessata ad avere chiarimenti sulle opere di interesse pubblico connesse al progetto.
«L’amministrazione comunale - scrivono da piazza San Bernardino - non ha alcun potere di incidere sulla destinazione dell’area che esiste da ben 37 anni, ma ha la possibilità di valutare nel miglior modo possibile la parte di interesse pubblico, facendo tesoro delle indicazioni emerse dall’assemblea così da poter discutere in Consiglio Comunale una pratica che sia la più vantaggiosa possibile per la comunità».
Insomma la partita per l’ex-Cevecom è tutta aperta sia sul piano progettuale che su quello della destinazione: sarà sicuramente commerciale per destinazione ma ancora non ha trovato uno spazio di requie.
Nei giorni scorsi si erano inoltre levate le voci dei commercianti del Centro Commerciale Naturale del centro storico che vedono l’operazione come una vera mannaia sugli affari.
Insomma l’accordo sembrava fatto, il progetto era arrivato al passaggio partecipativo con la cittadinanza, invece pare che quell’appezzamento di terra dovrà aspettare ancora per vedere di essere riutilizzato. Un’attesa che dura dal 1985.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Siamo comunque interessati alla zona di Camaiore - fanno sapere da Unicoop - ma prima il progetto si deve concretizzare. Quando sarà pronto, valuteremo».
Un “grazie, ripasserò” che si accompagna a un “risolvete prima i vostri problemi”: non è proprio una porta chiusa ma lascia comunque campo libero a nuovi “migliori offerenti” che intanto si stanno presentando all’uscio. Nei giorni scorsi sembrava infatti che Unicoop fosse fuori dalla partita, considerati anche i problemi interni di “ristrutturazione” e di taglio degli investimenti. Ma pare che sia solo un arrivederci. Non resta che aspettare.
Sul fronte opposto continua il braccio di ferro tra privato e Comune: da una parte vengono offerti 270mila euro di opere pubbliche, ma con delle limitazioni nell’uso e non complete, dall’altra parte l’amministrazione chiede al costruttore pieni vantaggi per i cittadini camaioresi in termini anche economici. Il Comune infatti non accetta che la nuova viabilità, alternativa alla via Provinciale, sia a proprio carico.
Così, nell’affollata assemblea di mercoledì scorso con i cittadini, ci sono stati fronti opposti: voci contrarie al progetto, voci di favore e una nutrita fazione che è principalmente interessata ad avere chiarimenti sulle opere di interesse pubblico connesse al progetto.
«L’amministrazione comunale - scrivono da piazza San Bernardino - non ha alcun potere di incidere sulla destinazione dell’area che esiste da ben 37 anni, ma ha la possibilità di valutare nel miglior modo possibile la parte di interesse pubblico, facendo tesoro delle indicazioni emerse dall’assemblea così da poter discutere in Consiglio Comunale una pratica che sia la più vantaggiosa possibile per la comunità».
Insomma la partita per l’ex-Cevecom è tutta aperta sia sul piano progettuale che su quello della destinazione: sarà sicuramente commerciale per destinazione ma ancora non ha trovato uno spazio di requie.
Nei giorni scorsi si erano inoltre levate le voci dei commercianti del Centro Commerciale Naturale del centro storico che vedono l’operazione come una vera mannaia sugli affari.
Insomma l’accordo sembrava fatto, il progetto era arrivato al passaggio partecipativo con la cittadinanza, invece pare che quell’appezzamento di terra dovrà aspettare ancora per vedere di essere riutilizzato. Un’attesa che dura dal 1985.
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