Sicurezza
Liquami non depurati dritti in mare
di Donatella Francesconi
Così l’esito dei rilievi di Arpat e Capitaneria. L’Agenzia regionale scrive a Gaia: «Intervenite subito sulle criticità»
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VIAREGGIO. Nel Fosso della Farabola, all’altezza dello scarico del depuratore, finiscono «liquami non depurati». È quanto ha rilevato l’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpat) che lunedì ha eseguito i campionamenti, chiamata dalla Capitaneria di Viareggio guidata dal comandante Davide Oddone. Numerose le segnalazioni dei cittadini, anche relative all’odore nauseabondo, e le verifiche della Capitaneria sugli scarichi in fossi e canali, nelle ultime settimane. Perché - così si apprende dall’azienda idrica Gaia - il 6 marzo scorso è andata in tilt la linea a membrane che tratta un terzo delle acque delle fognature viareggine. È rimasta dunque in funzione la linea più vecchia, che non regge l’intero carico. Risultato, per dirla con le parole della verità: alla vigilia di Pasqua in mare finiscono escrementi, tali e quali.
Gaia - spiega una nota che Arpat ha diffuso ieri dopo il caso depuratore sollevato dal “Tirreno” (perché in un mese ai cittadini nessuno ha fatto sapere un bel niente) - «ha comunicato l'esistenza di un problema rilevante nel funzionamento dell'impianto, che comportava lavori urgenti di manutenzione». Lavori che «avrebbero potuto portare al superamento dei valori previsti dalla normativa per lo scarico dello stesso». Insomma, Gaia ha comunicato di avere un problema che avrebbe dato valori diversi degli inquinanti nelle acque viareggine. Punto.
«Arpat - si legge nella nota - pur comprendendo le motivazioni derivanti dalla manutenzione in atto, ha scritto al gestore ed al Comune di Viareggio per evidenziare che la “semplice comunicazione non solleva Gaia dall'attuare tutte le operazioni necessarie per mitigare le criticità evidenziate lungo il fosso Farabola».
L’Agenzia regionale per l’ambiente, oggi diretta da un nome di spicco come è l’ingegnere Marcello Mossa Verre, chiede a Gaia «anche in vista del prossimo periodo festivo, il ripristino nel più breve tempo possibile del rispetto dei limiti tabellari. E di conoscere motivazioni ed azioni messe in campo».
In realtà il responsabile dell’acquedotto per l’azienda idrica, Francesco Di Martino, ha spiegato al “Tirreno” che per riparare il guasto di un mese fa sono necessari ancora quindici giorni. E che prima dell’estate dovrà essere terminato anche un altro intervento sulla linea che si è guastata. È molto probabile, dunque, che le prime campionature sulla balneabilità del mare diano esito negativo.
Ma rimane una domanda che attende risposta. Gaia da febbraio sta svuotando le vasche dai fanghi accumulati dopo l’inchiesta della Dda di Firenze (2016) e procede con i lavaggi delle stesse vasche: siamo sicuri che si possa procedere con questa operazione in presenza di un depuratore che, al momento, è in tale difficoltà da sversare in fossi e canali liquami tali e quali? C’è qualcuno che controlla?
«C’è una grandissima preoccupazione», sono le parole di Alessandro Del Dotto, sindaco del Comune di Camaiore che è ente attuatore per la Regione degli interventi mirati a migliorare la qualità delle acque. «Non ci possiamo permettere di avviare la sperimentazione con il peracetico in condizioni che sono più sfavorevoli di quelle che naturalmente dovremmo combattere. L’acido peracetico serve per ridurre la carica batterica: le fonti della carica devono essere eliminate. Basilare è che l’intervento di cui parla Gaia segua la strada della somma urgenza. Ce ne sono tutti i presupposti. Altrimenti Gaia rischia di vanificare il lavoro messo in campo».
Gaia - spiega una nota che Arpat ha diffuso ieri dopo il caso depuratore sollevato dal “Tirreno” (perché in un mese ai cittadini nessuno ha fatto sapere un bel niente) - «ha comunicato l'esistenza di un problema rilevante nel funzionamento dell'impianto, che comportava lavori urgenti di manutenzione». Lavori che «avrebbero potuto portare al superamento dei valori previsti dalla normativa per lo scarico dello stesso». Insomma, Gaia ha comunicato di avere un problema che avrebbe dato valori diversi degli inquinanti nelle acque viareggine. Punto.
«Arpat - si legge nella nota - pur comprendendo le motivazioni derivanti dalla manutenzione in atto, ha scritto al gestore ed al Comune di Viareggio per evidenziare che la “semplice comunicazione non solleva Gaia dall'attuare tutte le operazioni necessarie per mitigare le criticità evidenziate lungo il fosso Farabola».
L’Agenzia regionale per l’ambiente, oggi diretta da un nome di spicco come è l’ingegnere Marcello Mossa Verre, chiede a Gaia «anche in vista del prossimo periodo festivo, il ripristino nel più breve tempo possibile del rispetto dei limiti tabellari. E di conoscere motivazioni ed azioni messe in campo».
In realtà il responsabile dell’acquedotto per l’azienda idrica, Francesco Di Martino, ha spiegato al “Tirreno” che per riparare il guasto di un mese fa sono necessari ancora quindici giorni. E che prima dell’estate dovrà essere terminato anche un altro intervento sulla linea che si è guastata. È molto probabile, dunque, che le prime campionature sulla balneabilità del mare diano esito negativo.
Ma rimane una domanda che attende risposta. Gaia da febbraio sta svuotando le vasche dai fanghi accumulati dopo l’inchiesta della Dda di Firenze (2016) e procede con i lavaggi delle stesse vasche: siamo sicuri che si possa procedere con questa operazione in presenza di un depuratore che, al momento, è in tale difficoltà da sversare in fossi e canali liquami tali e quali? C’è qualcuno che controlla?
«C’è una grandissima preoccupazione», sono le parole di Alessandro Del Dotto, sindaco del Comune di Camaiore che è ente attuatore per la Regione degli interventi mirati a migliorare la qualità delle acque. «Non ci possiamo permettere di avviare la sperimentazione con il peracetico in condizioni che sono più sfavorevoli di quelle che naturalmente dovremmo combattere. L’acido peracetico serve per ridurre la carica batterica: le fonti della carica devono essere eliminate. Basilare è che l’intervento di cui parla Gaia segua la strada della somma urgenza. Ce ne sono tutti i presupposti. Altrimenti Gaia rischia di vanificare il lavoro messo in campo».
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