Il Tirreno

Versilia

La riscossione dei tributi appesa alla decisione di Anac 

di Donatella Francesconi
La riscossione dei tributi appesa alla decisione di Anac 

Primi esposti sul futuro della nuova società dopo la sentenza della terza commissione tributaria Baldini: c’è in gioco la sopravvivenza finanziaria del Comune in dissesto da fine 2014

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VIAREGGIO. Il futuro della neonata ICare che ha ereditato dalla fallita Viareggio Patrimonio il servizio di riscossione tributi è appeso al parere dell’Agenzia nazionale anti corruzione, che vigila sui contratti pubblici. Ieri il capogruppo del Movimento cittadini, avvocato Massimiliano Baldini ha inviato la propria segnalazione all’Anac, avvalendosi del contributo dell’avvocato amministrativista Carlo Andrea Gemignani. Ulteriori segnalazioni saranno presentate da Maria Domenica Pacchini (capogruppo Lega Nord in consiglio comunale) e dai consiglieri Alfredo Trinchese (Lega) ed Alessandro Santini (Forza Italia di cui è anche coordinatore comunale), oltre che - fa sapere Baldini - dagli esponenti di Fratelli d’Italia e Partito liberale. Si muoveranno nella stessa direzione anche gli esponenti del Movimento Cinque stelle, annuncia la capogruppo in consiglio comunale, Anna Maria Pacilio.
La questione è fondamentale: il decreto legislativo 175/2016 vieta agli Enti pubblici di «mantenere» quote di società pubbliche che abbiano ereditato servizi da altre società pubbliche fallite. Un divieto che vale cinque anni dal fallimento. Il contrario di «mantenere» (non serve la scienza finanziaria, basta un vocabolario) si declina in “cedere”, “rinunciare”, “abbandonare”. Ed il divieto a «mantenere» le quote previsto dal decreto non può che riferirsi a società esistenti al momento dell’entrata in vigore del decreto stesso. Essendo da quella data in poi vietato costituirne altre.
L’interesse del consigliere comunale - si legge nella segnalazione inviata da Baldini - è sostenuto dalla necessità di conoscere «eventuali conseguenze che potrebbero derivare sul piano finanziario (in un contesto di dissesto dichiarato quale quello in cui attualmente si trova il Comune di Viareggio) qualora all’eventuale illegittimo affidamento dovesse conseguire la nullità degli atti a contenuto impositivo nelle more adottati dalla neo costituita società». A supportare le istanze è allegata una ricca documentazione.
Tutto ha origine dal una sentenza della terza commissione tributaria provinciale, presieduta dal giudice Francesco Terrusi che siede anche in Cassazione. Al quale - nel recente incontro tra sindacati e azienda è stato attribuito, da parte aziendale, «un protagonismo» che la sentenza, dettagliata e acuta, decisamente non rivela. Anzi: il giudice ha evidenziato quanto già i revisori dei conti del Comune nel maggio scorso (Daniele Limberti, Claudio Pucci e Salvatore Suriano) avevano segnalato all’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro: l’esigenza di confrontarsi con la normativa allora in dirittura d’arrivo ed oggi in vigore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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