Il Tirreno

Versilia

Vasche piene di fanghi dopo l’inchiesta Dda 

Vasche piene di fanghi dopo l’inchiesta Dda 

Lavoro frenetico per arrivarle a liberarle. La contestazione degli inquirenti: troppi idrocarburi

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VIAREGGIO. I guasti al depuratore, per la precisione alla linea che tratta un terzo delle acque viareggine, è arrivato nel peggiore dei momenti. La spiegazione è tutta nelle parole di Francesco Di Martino, responsabile del servizio acquedotto dell’azienda idrica Gaia: «Dalla scorsa settimana abbiamo gli operai al lavoro dalle 7 alle 22 per estrarre il fango dalle vasche». Cosa è accaduto da fine 2016 ad oggi è riassumibile con l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia toscana che ha portato ad una serie di arresti e a molte denunce nel settembre dello scorso anno. Tra i denunciati anche i legali rappresentanti di Gaia e Sea Risorse, azienda che tratta i fanghi di supero del depuratore. Un’inchiesta che per Gaia si è rivelata «un danno enorme» dal punto di vista economico.
Con il risultato che gli impianti del Nord d’Italia dove il materiale veniva conferito, destinato a compostaggio, hanno smesso di riceverlo. Da ottobre a dicembre il fango si è accumulato nelle vasche del depuratore di Viareggio. E solo da febbraio è potuta iniziare la pulizia dell’impianto. A tappe decisamente forzate, visto che siamo arrivati ad un passo dalla stagione estiva, con tutti i rischi connessi alla balneabilità del mare viareggino e versiliese.
Nell’inchiesta - che contestò lo spargimento dei fanghi inquinati sui terreni della Toscana che li ricevevano come concime che tale non era - il parametro contestato ai fanghi di Gaia/Sea Risorse era quello degli idrocarburi in quantità eccessive. Oggi che proseguono i lavori per arrivare a dotare quell’area di un codigestore per trattare insieme fanghi di supero del depuratore e rifiuti organici raccolti a Viareggio e non solo, rimane la domanda: il compost che ne uscirà è destinato a portare con se’ - sopra i terreni sui quali verrà sparso - la stessa eccessiva quantità di idrocarburi? Oppure qualcuno ha avviato indagini, controlli per arrivare a capire cosa può essere accaduto, cosa sta accadendo e cosa accadrà? Non sono domande che possono rimanere senza risposta. Nè è possibile che due aziende pubbliche come sono Gaia e Sea Risorse non abbiamo ritenuto di informare i cittadini - che pagano bollette salatissime sia - sugli esiti dell’inchiesta e sugli elementi di difesa. (d.f.)

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