Sicurezza
Umberto Guidi dimesso dopo un intervento
Lettera aperta del giornalista: «C’è una buona sanità che funziona»
VIAREGGIO. Sta meglio ed è finalmente tornato a casa dopo un intervento al cuore in ospedale. Ma Umberto Guidi, collega in pensione de La Nazione, se l’è vista davvero brutta, alcuni giorni fa, quando è stato vittima di un malore mentre era con la moglie Chiara Sacchetti a Volterra per le giornate del Fai.
Scampato il pericolo, il giornalista viareggino vuol testimoniare ora in prima persona come la sanità spesso funzioni. E per questo ha scritto una lettera che volentieri pubblichiamo.
«Ci sono anche i ringraziamenti, ma è molto più facile che il tema sanità sia associato alla parola “mala”, almeno sui quotidiani. Lo sappiamo per esperienza giornalistica. E invece in questo caso vorremmo intervenire per l’esperienza diretta che abbiamo avuta dall’altra parte. Da paziente in codice rosso e familiari. Alla conclusione di un percorso critico, ci siamo resi conto di essere fieramente italiani e toscani. Abbiamo trovato sia all’Utic dell’ospedale “Lotti” di Pontedera, sia nel reparto di cardiologia e Utic del “Versilia”, personale molto professionale e competente. Medici di tutte le età che si sono alternati nelle cure con eguale precisione, chiarezza e disponibilità. Personale infermieristico del medesimo livello. Dopo una serie di accertamenti importanti, al paziente è stato impiantato dai medici del “Versilia” un defibrillatore sottocutaneo, un apparecchio all’avanguardia che renderà monitorizzata la situazione cardiaca e dunque più tranquilla la vita futura di tutta la famiglia. Senza niente chiedere, nessun ticket, nessuna assicurazione privata. Non è scontato, non lo è dovunque, lo è solo quando la sanità è di buon livello, nonostante tutte le polemiche.
Grazie di tutto. Grazie a tutti».
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