Gioco
Frasi razziste al baby giocatore del Cgc Viareggio
L’episodio durante una partita del campionato under 17. Il presidente Palagi: «Farò un esposto alla Federazione»
VIAREGGIO. Lo hanno apostrofato più volte con insulti razzisti. Sia in campo che dagli spalti. E lui, ad un certo punto, ha reagito rifilando un colpo proibito ad un avversario. Rimediando un cartellino rosso dall’arbitro e finendo in anticipo la partita giovanile di hockey su pista fra Maliseti Prato e Cgc Viareggio. Una brutta vicenda, quella che ha coinvolto un giovane atleta di colore della società bianconera, sulla quale il presidente Alessandro Palagi chiede sia fatta piena luce. E che vengano individuate dagli organi sportivi - se ci sono - anche responsabilità che coinvolgono adulti e tesserati del club pratese.
L’episodio, accaduto sulla pista di Maliseti, risale a domenica pomeriggio. In pista le formazioni under 17 del Maliseti Prato e del Cgc Viareggio impegnate in una sfida di campionato. Ad un certo punto, poco prima della fine della fine del primo tempo, scoppia la scintilla. Un giocatore di colore del Cgc Viareggio reagisce in modo scomposto ad un avversario e rifila un colpo con un pattino ad un avversario. Il giocatore del Maliseti finisce a terra e l’arbitro estrae il cartellino rosso all’atleta viareggino. Ma c’è qualcosa che non quadra. E uno dei primi ad accorgersene è il presidente del Cgc Viareggio, Alessandro Palagi, che era al seguito della squadra. “Conosco bene il giocatore che era stato espulso e non è tipo da reagire in quel modo”, racconta il numero uno della società di via Veneto. Così, fin da subito, viene fuori che il ragazzino — poco più che quindicenne — era stato ripetutamente offeso per il colore della sua pelle ( “Nero di m…”, la frase che gli sarebbe stata rivolta in più di una circostanza) dai giocatori avversari e, secondo quanto ricostruito dallo stesso Palagi, anche da alcuni adulti che si trovavano sugli spalti.
Il burrascoso episodio ha contribuito a scaldare ulteriormente gli animi sia in pista che, soprattutto, fuori. E così si è rischiato che il brutto episodio avesse ripercussioni anche fuori dal campo. A cercare di riportare la calma anche un poliziotto fuori servizio che per raffreddare i bollenti spiriti ha dovuto estrarre anche il tesserino di servizio. «Può succedere che in campo durante una partita ci si prenda anche a male parole — commenta Palagi — ma quando si arriva ad offendere ripetutamente un giocatore per il colore della sua pelle, allora bisogna porre un freno a tutto questo. Specie quando si tratta di una partita di hockey giovanile. Quello che però mi ha dato maggiormente fastidio è che certe frasi razziste, stando a quanto mi è stato riferito, siano state pronunciate anche da persone adulte che si trovavano alla partita. Per questo ho deciso di aprire una indagine interna alla quale seguirà un esposto alla Federazione».
La partita, conclusasi con la vittoria del Maliseti per 8-7, è terminata regolarmente. Ma il clima di tensione è proseguito anche successivamente. Tanto che i giocatori hanno rinunciato anche al cosiddetto “terzo tempo”, con la tradizionale stretta di mano finale a centro pista. «Il nostro atleta, a fine partita, se ne è poi andato con il papà e la mamma — prosegue Palagi — ma fuori dal palazzetto ho assistito ad ulteriori gesti intimidatori di un gruppo di ragazzetti pratesi che offendevano i giocatori del Cgc».
Per fortuna l’episodio non ha intaccato i rapporti fra il Cgc Viareggio e il Prato. Uno dei primi a scusarsi di quanto accaduto dopo che il presidente Palagi ha scritto un post di fuoco sul suo profilo Fb è stato proprio il presidente della società laniera Massimiliano Gialli. «Un gesto che ho molto apprezzato — conclude Palagi — perché dimostra che i veri sportivi che gravitano intorno a questa disciplina non scendono a certe bassezze».
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