Sicurezza
perchÈ no
Umberto Cinquini: Con tutti quei lumini sembrava Halloween
VIAREGGIO. Fisicamente presente alla Cittadella del Carnevale, ma con la testa altrove. O meglio, al piano di sopra del suo hangar. Tanto che, lo ammette lui stesso, «sono stato tutto il tempo chiuso...
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VIAREGGIO. Fisicamente presente alla Cittadella del Carnevale, ma con la testa altrove. O meglio, al piano di sopra del suo hangar. Tanto che, lo ammette lui stesso, «sono stato tutto il tempo chiuso in ufficio: mi sono messo a provare dei disegni e a rimettere un po' in ordine. Non ho visto proprio nulla, sentivo solo suoni e musiche ancestrali... E poi con tutti quei lumini per terra sembrava la notte di Halloween». Il giudizio del carrista Umberto Cinquini, in gara in prima categoria assieme al fratello Stefano, sulla via Crucis di venerdì scorso non è dei più teneri (eufemismo): «Premetto che è stato giusto farla: guai a dire 'no' a prescindere, come nel caso delle moschee. Con l'attuale Fondazione Carnevale, poi, stiamo facendo un bel gioco di squadra, è innegabile: dal momento che hanno accettato la proposta della curia mi sembrava doveroso che ci comportassimo nel modo più professionale possibile. In fin dei conti, il nostro è un lavoro d'interesse pubblico. E ho il massimo rispetto per tutti i miei colleghi che sono credenti convinti. Tuttavia, considero la religione l'oppio dei popoli e certe manifestazioni andrebbero proibite per legge». Prego? «Sì, forse sono troppo categorico io. Ma questa è la mia opinione al riguardo e non ho affatto problemi a manifestarla. E ribadisco: è giusto difendere la libertà di espressione, di pensiero, di religione fino a quando non danneggia quella degli altri, così come è giusto ospitare la via Crucis in mezzo agli hangar del Carnevale. Anzi, abbiamo l'ambizione di far diventare la Cittadella una sorta di agorà viareggina, una piazza vissuta dalla comunità, e in tal senso la scelta è stata tutt'altro che assurda. Credo, oltretutto, che se avessimo detto di no avremmo finito per dare troppa importanza a quello che reputo nulla più che un rito tribale. La religione cattolica, secondo me, al pari di tutte le altre non pone l'uomo davanti a qualsiasi altra cosa e oltretutto, secondo me, è capace solo di trasmettere un senso di oppressione e di tristezza: di gioia e felicità, onestamente, non ne vedo».
Un contrasto, quello tra l'allegria dei mascheroni e la sofferenza della via Crucis, che continua ancora a dividere gli appassionati di Carnevale.
Simone Pierotti
Un contrasto, quello tra l'allegria dei mascheroni e la sofferenza della via Crucis, che continua ancora a dividere gli appassionati di Carnevale.
Simone Pierotti
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