Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

Marialina Marcucci: «Via Crucis alla Cittadella da promuovere»

di Claudio Vecoli
Marialina Marcucci: «Via Crucis alla Cittadella da promuovere»

La presidente: «Esperienza suggestiva che avvicina i viareggini alla fabbrica del Carnevale»

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VIAREGGIO. «L’esperimento della Via Crucis alla Cittadella? Senza dubbio positivo. Perché è stata una esperienza molto suggestiva. Ma, soprattutto, perché rientra in un progetto più generale che vuol fare della Cittadella un luogo vissuto da tutta la città».

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Marialina Marcucci non ha dubbi. Ventiquattro ore dopo la processione che per una sera ha trasformato la fabbrica del Carnevale in un luogo di testimonianza della fede, la presidente della Fondazione non rinnega affatto la propria scelta. Ed è pronta ad altre “contaminazioni” simili.
«La Cittadella non deve essere una cattedrale nel deserto, qualcosa di slegato dal tessuto della città. Fino ad oggi, salvo nel periodo del Carnevale, è stata un “non luogo” che i viareggini hanno vissuto come qualcosa di lontano. Operazioni come quella della Via Crucis, invece, aprono la Cittadella alla città. E ne fanno un luogo vivo come il porto o il mercato. Per questo, in futuro, abbiamo intenzione di ospitare altre iniziative che abbiano un legame forte con la città. E l’aver ospitato la processione va in questa direzione».

Il discorso del vescovo di Lucca alla Cittadella (video di Alessandro De Plano)

La numero uno della Fondazione Carnevale è soddisfatta anche per la partecipazione popolare. «Abbiamo stimato circa mille e cinquecento persone che hanno risposto all’appello del vescovo. Certo, in uno spazio grande come la Cittadella, più di mille non danno l’idea della folla, ma la partecipazione è stata elevata. E la location si è rivelata davvero suggestiva. Insomma, la manifestazione è da promuovere a pieni voti».
Naturalmente il futuro della Cittadella non può certo essere legato a manifestazioni di carattere religioso. Del resto la Via Crucis nella fabbrica del Carnevale non prevede repliche in futuro. «Quando penso alla Cittadella del Carnevale che si apre alla città - prosegue Marialina Marcucci - penso ad esempio ad un luogo che possa ospitare un saggio di balletto delle scuole di danza di Viareggio o delle iniziative legate alle scuole della città».
Ma oltre all’apertura alla città, per la Cittadella deve necessariamente aprirsi anche un futuro che la valorizzi come luogo di spettacoli e di cultura. «Questo è un altro sviluppo al quale stiamo lavorando. Abbiamo una serie di contatti e di tavoli aperti, ma purtroppo non credo che potremo vederne piena luce già nell’estate 2017. Tuttavia è un obiettivo che intendiamo perseguire nei prossimi anni».

Guarda le foto più suggestive della Via Crucis alla Cittadella

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Due, secondo la presidente della Fondazione, le direttrici da percorrere. «In primo luogo bisogna valorizzare questa area puntando sul lavoro dei nostri costruttori. Su loro abbiamo investito moltissimo e su loro vogliamo che si punti per un ritorno economico della Cittadella. Anche su questo punto stiamo lavorando da tempo, ma si tratta di una operazione che richiede un minimo di tempo».

La seconda strada da percorrere è invece quella di fare della Cittadella un luogo per ospitare spettacoli e manifestazioni di richiamo. «Occorre però che l’offerta che proponiamo sia complementare a quella già esistente in Versilia. Per intenderci: non è nostra intenzione fare della Cittadella un doppione di quanto già offre il Festival Puccini o di quello che invece sarà la nuova BussolaDomani che sorgerà a Lido di Camaiore. Dobbiamo trovare contenuti diversi che ci differenzino. Possibilmente puntando su contenuti che abbiano una qualche attinenza con la Cittadella. Che non vuol dire necessariamente manifestazioni legate al Carnevale».
Marialina Marcucci non vuol scendere nei dettagli. «Non perché voglia tener segreto qualcosa, ma perché ancora non c’è niente di definito. Però quando dico qualcosa che abbia attinenza con la Cittadella intendo manifestazioni che abbiano al centro la creatività e l’arte che si respira qui. Qualche esempio? Mi viene in mente un festival di teatro di strada. O iniziative legate alla street art. Insomma una contaminazione fra arte e carnevale. Ma, ripeto, al momento non c’è ancora niente di concreto».

Contatti, però, non ne mancano. «Abbiamo avuto numerosi incontri - ammette Marialina Marcucci - che speriamo portino frutti importanti. Ma, ripeto, bisognerà attendere. Saremmo già contenti di poter offrire quest’estate un assaggio di quello che verrà...»

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