Sicurezza
perché sÌ
Fabrizio Galli: Dal Carnevale esempio di dialogo
VIAREGGIO. Non si era detto né favorevole né contrario a priori: il carrista di prima categoria Fabrizio Galli era, soprattutto, intrigato dall'idea di vedere la Cittadella, la "fabbrica del...
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VIAREGGIO. Non si era detto né favorevole né contrario a priori: il carrista di prima categoria Fabrizio Galli era, soprattutto, intrigato dall'idea di vedere la Cittadella, la "fabbrica del divertimento" come recita la targa posta all'ingresso degli uffici della Fondazione Carnevale, abbracciare un evento come la Via Crucis. All'indomani di una serata comunque non convenzionale da qualsiasi prospettiva la si guardi, perché Burlamacco e il mondo ecclesiastico non erano mai stati così vicini, la curiosità lascia spazio nella mente del costruttore a pareri estremamente positivi: «Secondo me è stata davvero suggestiva e ben riuscita», è l'analisi di Galli. «Il Carnevale e la religione cattolica, poi, hanno parecchie analogie, più di quante si possa credere: certi temi che i miei colleghi hanno affrontato sono presenti anche nell'enciclica di Papa Francesco e non a caso nelle riunioni tecniche di preparazione alla Via Crucis è stato deciso di illuminare o comunque dare particolare risalto proprio a certe costruzioni».
Il crocifisso che Galli realizzò nel 2002 per il carro "La pace sia con voi", e che è stato collocato al centro del piazzale della Cittadella, ha pure riscosso un sacco di complimenti: «L'avevo tenuto in un angolo del baraccone per quindici anni e son contento di averlo rispolverato per un appuntamento di questa portata: è la dimostrazione che basta davvero poco per realizzare una scenografia all'altezza di qualsiasi situazione».
E allora: ci sarà un'altra via Crucis tra i carri carnevaleschi? «No, non credo. E non perché non sia favorevole, anzi. Mi pare, però, di capire che la volontà del Papa sia di portarla fuori dalle chiese e per le strade, in mezzo a chi vive la quotidianità, scegliendo ogni volta un luogo diverso. Però sono convinto che questo evento sia stato un bel segnale di disponibilità: per quale motivo dovremmo negarci alla Chiesa e alla religione in generale? Non vorrei che, per paradosso, prendesse piede una sorta di bigottismo al contrario, lo stesso che ho riscontrato in certi commenti su Facebook davvero allucinanti. E allora mi domando: perché questa chiusura da parte del Carnevale, del quale vengono spesso evidenziati la sensibilità e la mentalità aperta?»
Simone Pierotti
Il crocifisso che Galli realizzò nel 2002 per il carro "La pace sia con voi", e che è stato collocato al centro del piazzale della Cittadella, ha pure riscosso un sacco di complimenti: «L'avevo tenuto in un angolo del baraccone per quindici anni e son contento di averlo rispolverato per un appuntamento di questa portata: è la dimostrazione che basta davvero poco per realizzare una scenografia all'altezza di qualsiasi situazione».
E allora: ci sarà un'altra via Crucis tra i carri carnevaleschi? «No, non credo. E non perché non sia favorevole, anzi. Mi pare, però, di capire che la volontà del Papa sia di portarla fuori dalle chiese e per le strade, in mezzo a chi vive la quotidianità, scegliendo ogni volta un luogo diverso. Però sono convinto che questo evento sia stato un bel segnale di disponibilità: per quale motivo dovremmo negarci alla Chiesa e alla religione in generale? Non vorrei che, per paradosso, prendesse piede una sorta di bigottismo al contrario, lo stesso che ho riscontrato in certi commenti su Facebook davvero allucinanti. E allora mi domando: perché questa chiusura da parte del Carnevale, del quale vengono spesso evidenziati la sensibilità e la mentalità aperta?»
Simone Pierotti
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