Il Tirreno

Versilia

Promossi i cantanti bocciati i comici e in serbo tante novità 

di Gabriele Buffoni
Promossi i cantanti bocciati i comici e in serbo tante novità 

I contradaioli hanno carta bianca per le coreografie Stasera per la prima volta potranno salire sul palco

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QUERCETA. Si saprà soltanto questa sera quale tra le otto contrade del Palio dei Micci di Querceta sarà riuscita ad aggiudicarsi l’ambita Lira d’Oro del 60° Miccio Canterino. L’appuntamento finale del Festival, che ha animato queste ultime tre serate al palasport di Vittoria Apuana, è per le 21. 30 quando inizierà l’attesa da parte degli appassionati per scoprire il nome del cantante vincitore di quest’anno. Ma, anche se l’ansia e la trepidazione faranno sicuramente da padrone, nell’animo dei contradaioli, la finalissima promette di essere uno spettacolo da non perdere.
La novità. Per la prima volta in 60 anni di festival, le contrade saranno davvero protagoniste. E non soltanto con i brani e gli interpreti che le rappresentano nel corso della kermesse canora: sul palco questa sera, infatti, insieme ai cantanti chiamati dalla condusttrice Sara Chiarei a esibirsi anche in quest’ultima serata (a competizioni dunque ormai chiuse), saliranno proprio gli stessi contradaioli per realizzare una particolare coreografia che accompagni il brano. Ciascuno separatamente, i vari gruppi storici — su invito della Pro Loco che ha promosso, in vista proprio della 60ª edizione del Miccio Canterino — hanno avuto carta bianca per questa personalissima esibizione mirata ad arricchire lo spettacolo dell’ultima sera di festival. Che dunque, quest’anno più che mai, sarà la vera festa delle contrade. «È un esperimento — spiega il presidente della Pro Loco Luca Garfagnini — abbiamo voluto spingere i contradaioli a riappropriarsi del palcoscenico, finora invece piedistallo per le voci in gara. Ovviamente questa è un’iniziativa nata per valorizzare l’importante anniversario di quest’anno, ma — rivela — se il risultato sarà buono e soprattutto gradito al pubblico come ci auspichiamo potrebbe anche entrare di diritto nella tradizione del festival».
Pubblico da grandi occasioni. L’edizione di quest’anno è stata un successo per la Pro Loco, su quasi tutta la linea. A cominciare dai dati del botteghino: se per la finalissima di stasera già si preannunciava il sold out in prevendita — risultato che conferma comunque il trend anche degli anni passati — a far sorridere gli organizzatori sono certamente i numeri relativi all’affluenza delle prime serate. In particolare quella di apertura, che proprio nella scorsa edizione aveva lasciato un po’ l’amaro in bocca alla Pro Loco: oltre 1.400 invece i presenti all’apertura; dato in via di conferma anche per quel che riguarda l’appuntamento di ieri sera. Un pubblico caldo e ben poco passivo, composto in buona parte dai giovani delle contrade che già nei giorni scorsi, quando erano in corso le prove, hanno affollato il palasport per sostenere chi rappresentava i propri colori. O, viceversa, per “punzecchiare” i rivali: già prima dell’avvio dello spettacolo ad esempio, giovedì sera, non sono mancati dagli spalti cori goliardici di una o dell’altra contrada. E se, per alcuni brani, la partecipazione del pubblico è stata tale che a cantarne il testo non fossero soltanto i tifosi di contrada ma anche gli avversari, non è mancato neppure qualche fischio che, in certi casi, ha generato qualche piccolo screzio. Tutto rientrato comunque, anche grazie all’intervento tempestivo dei presidenti di contrada che hanno evitato che la situazione degenerasse: nel corso della seconda esibizione infatti, dopo l’intervallo, tutto è filato liscio come l’olio.
Il flop dei comici. Se il ricordo ai tre padri fondatori del Miccio Canterino (Silvano Alessandrini, Emilio e Dino Tarabella) che ha dato il via al Festival e gli interventi “amarcord” del presidente Luca Garfagnini (con tanto di filmati che hanno riportato i successi e interpreti delle precedenti edizioni come, ad esempio, Karima, Tosca ed Inga) sono stati ampiamente applauditi, non sono stati invece altrettanto graditi dal pubblico gli intermezzi comici con i cabarettisti livornesi Enrico Faggioni ed Ermanno Volterrani. «L’accoglienza del pubblico per queste pause comiche non è stata molto calorosa — ammette lo stesso Garfagnini — ma la colpa è stata anche di alcuni inconvenienti tecnici: non è infatti partita la base che avrebbe accompagnato il secondo momento di cabaret, e questo certamente ha inciso. Purtroppo — spiega — ci siamo accorti per motivi di scaletta che i tempi per lo spettacolo erano un po’ ampi e abbiamo quindi deciso di ridurre un po’ gli intermezzi e le pause: già ieri sera infatti c’è stato solo un frangente dedicato alla comicità».

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