Il Tirreno

Versilia

Nicoletti: così non si rilancia la Cittadella 

Nicoletti: così non si rilancia la Cittadella 

L’avvocato portavoce dei carristi si chiede cosa ne sarà della struttura

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. È tra le voci più autorevoli in città quando si affronta il tema del Carnevale anche e soprattutto dal punto di vista del futuro (sempre da conquistare con le unghie e con i denti) che la manifestazione deve avere per continuare ad essere marchio distintivo di Viareggio. Tiziano Nicoletti, avvocato, viareggino ma senza viaregginismi, che dalla Fondazione Carnevale è passato come rappresentante e portavoce dell’associazione dei carristi, dice la sua sull’iniziativa della via Crucis che la Cittadella ha ospitato ieri sera.
«Partendo dal presupposto che tutti siamo concordi nell’affermare che la Cittadella del Carnevale deve essere rilanciata, deve essere maggiormente sfruttata e dovrebbe raggiungere una sua autosufficienza economica, occorre verificare se la “Via Crucis” sia una manifestazione che possa soddisfare tali esigenze», sono le parole che l’avvocato Nicoletti consegna al “Tirreno”.
Un ragionare che pone una serie di domande - tracciando così un sentiero per arrivare alla risposta cercata - tutte relative alla gestione dell’evento decisamente inconsueto per il luogo deputato alla creazione dei giganti dei Corsi mascherati: «Ristorante-bar della Cittadella aperto? Biglietto di ingresso con incasso destinato alla Fondazione Carnevale? La Curia ha pagato un canone di affitto per l’utilizzo della struttura? I maestri carristi hanno eseguito opere in favore della Curia che siano state regolarmente retribuite? Il parcheggio esterno è stato posto a pagamento ed i proventi sono stati destinati alla Fondazione Carnevale? ».
L’insieme delle soluzioni ai quesiti posti fa la differenza nel ragionare del futuro della struttura, è la sintesi del pensiero di Nicoletti. Che aggiunge: «Poiché temo che le risposte agli interrogativi siano tutte negative o quasi, l’impressione netta è che l’effetto trainante sia invertito: sarà la location che darà benefici alla funzione religiosa e non l’inverso».
Insomma un clima, quello descritto da Nicoletti che può essere così sintetizzato. «“Ganzo! si va a vedé la via Crucis alla Cittadella? Chi sa che ganzata!”. Poi, il giorno dopo - è la conclusione che l’avvocato col coriandolo nel sangue si sente di tirare proponendo a tutti una riflessione più ampia sull’utilizzo della struttura deputata alla principale manifestazione cittadina - Cittadella chiusa, spese per le pulizie e per l’illuminazione da sostenere, e via, tutti alla Messa». (d.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa