Sicurezza
I grillini gettano la spugna nel Comune dei vip
Malgrado i mille voti ottenuti alle politiche del 2013 a Forte dei Marmi non ci sarà un candidato del Movimento 5 Stelle
FORTE DEI MARMI. Il Movimento Cinque Stelle getta la spugna e non sarà sulle schede che accompagneranno gli elettori fortemarmini all’interno delle cabine elettorali l’11 giugno. Il perché è semplice: per un movimento che vuole rivoluzionare il fare politica non basta delegare a chi la politica la fa di mestiere ma occorre partecipare in prima persona. E qui al Forte è mancato proprio il gruppo locale da dove avrebbero dovuto sorgere naturalmente le candidature.
Una decisione inattesa, comunque, che fa il paio con la sorpresa dei giorni scorsi, quando è stato chiaro che Enrico Ghiselli, ex presidente del Forum cittadino, non sarebbe stato il portavoce sindaco dei grillini, come per mesi, invece, si era supposto negli ambienti politici cittadini.
Eppure c’erano da gestire tanti voti presi alle politiche e quindi c’era la concreta possibilità di vedere finalmente l’ingresso in consiglio comunale di un consigliere del M5S. A metà marzo era uscito un bando che invitava chi voleva un posto in lista con il movimento a partecipare alle apposite riunioni, bando dove venivano poste anche le condizioni di candidabilità. E qualcosa non deve essere andato per il verso giusto.
Nel 2012 «ci presentammo per dare un messaggio forte che c’eravamo — scrive il M5S Versilia Storica — auspicando che le persone recepissero e reagissero per dare vita alla squadra di governo delle prossime elezioni. Nel 2013 a Forte dei Marmi, in occasione delle elezioni politiche, siamo risultati la prima forza politica con oltre mille voti ma al tempo stesso, mentre entravamo nei consigli comunali di Pietrasanta e Seravezza con un consigliere, in questi anni non è cresciuta la partecipazione costante dei fortemarmini nel M5S locale. Sicuramente qualche errore sarà stato anche fatto dal gruppo locale, ma in troppi hanno continuato a delegare senza volerci mettere la faccia. Candidarsi al buon governo di un paese, anche se piccolo, comporta l’assunzione di responsabilità e il sacrificio costante e profondo di una realtà composita di attivisti. Non siamo immuni da egocentrici, presenzialisti, arrivisti e troppo furbi — conclude il Movimento — che non sanno cosa è veramente il M5S e che troppo spesso pensano di usarlo come un tram per destinazioni diverse da quelle per cui è nato. Il metodo che ci siamo dati è quello che dobbiamo sempre perseguire per poter rappresentare al meglio i cittadini e necessita che sussistano vari presupposti perché si possa attuare, se questi presupposti non si avverano preferiamo continuare a lavorare sul territorio evitando di piantare la bandierina in consiglio comunale a prescindere».
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