Italia
Uccise la nonna a botte: il caso affidato all’esperto di Cogne
Ok del giudice all’esame psichiatrico per capire se l’uomo fosse in sé oppure no. La perizia inizierà il 26 aprile, a settembre ci sarà la sentenza con rito abbreviato
LIDO. Sarà un esperto di fama nazionale ad eseguire la perizia psichiatrica sull’uomo che uccise a botte la nonna di 103 anni nell’agosto scorso. Il giudice del tribunale di Lucca ha dato l’incarico al professor Giovanni Battista Traverso, già nel pool di periti che lavorarono sul delitto di Cogne. Tragedia di cui fu vittima un bambino e che finì su tutti i media per mesi, se non per anni.
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Il professor Traverso inizierà l’esame psichiatrico del nipote il 26 aprile nel carcere Don Bosco di Pisa, dove l’uomo è tutt’ora recluso. La perizia durerà tre mesi e avrà lo scopo di capire se l’uomo - un cinquantenne che era seguito dalla psichiatria dell’ospedale Versilia, motivo per cui non ne facciamo il nome - fosse capace d’intendere e di volere quando ha commesso il pestaggio omicida. Il giudice ha fissato l’udienza per la discussione della stessa perizia dopo l’estate, il 13 settembre: molto probabilmente nella stessa occasione ci sarà anche la sentenza. Il processo, infatti, si terrà con rito abbreviato come richiesto dall’avvocato Gabriele Parrini, che difende il nipote imputato di omicidio volontario. Questo consentirà all’uomo di avere uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna.
La tragedia avvenne nella notte tra domenica 21 e lunedì 22 agosto. Concetta Conte, 103 anni, viveva con i suoi familiari a Lido di Camaiore: in quella stessa casa era tornato a vivere il nipote, affetto da disturbi mentali, dopo un periodo in una comunità protetta. Non è ancora chiaro il motivo per cui l’uomo aggredì a calci e pugni la nonna che stava dormendo. E che morì due settimane dopo per le ferite riportate.
Dopo l’allarme dato dai familiari i carabinieri bloccarono l’uomo, portandolo in psichiatria al “Versilia”. Per poi arrestarlo e portarlo nel giro di poche ore nel carcere Don Bosco di Pisa, dove esiste una struttura clinica in grado di assisterlo e dove è tutt’ora rinchiuso.
Nell’udienza di convalida dell’arresto di fronte al giudice, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
La Procura ha chiesto il giudizio immediato per il cinquantenne dopo la perizia psichiatrica eseguita dal consulente del pm Elena Leone. La difesa sostiene che l’uomo non fosse in sé e per questo motivo ha chiesto al professor Mario Di Fiorino, primario di psichiatria al “Versilia”, di svolgere un esame ulteriore. Ora sarà il consulente del giudice - quindi super partes - a fornire il parere forse decisivo.
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