Sicurezza
Foto hard di bimbi sul pc: condannato un 55enne
Massarosa: l'uomo dovrà scontare due anni e quattro mesi in carcere
MASSAROSA. Quelle terribili immagini hard in cui erano ritratti minorenni in situazioni scabrose erano nascoste nel suo computer. In qualche modo aveva trovato il modo di scaricarle dalla rete per chissà quale piacere perverso. Per questo un uomo di 55 anni di Massarosa è stato condannato ieri dal tribunale di Lucca a due anni, quattro mesi di reclusione e duemila euro di multa.Ma inizialmente l’accusa era diversa.
L’uomo che vive nel comune di Massarosa era accusato dalla procura di Firenze (i reati informatici sono infatti di competenza di quella procura) di diffusione di materiale pedopornografico via Internet.
I giudici del tribunale invece hanno derubricato il reato da “diffusione” a semplice, si fa per dire, “possesso di materiale pedopornografico”: non è stato infatti possibile dimostrare che dal suo computer quei file erano usciti e condivisi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12398379:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/11/06/news/c-e-un-pedofilo-davanti-alla-scuola-ma-e-una-bufala-1.12398379]]Le indagini sono partite dalla Polizia Postale che è un ramo della polizia ordinaria competente in via esclusiva per le frodi postali e per i crimini informatici.
Non sono pochi i siti che contengono materiali pedopornografici, soprattutto nella cosiddetta “darknet”, una modalità criptata di internet. Esiste però un centro della polizia che provvede a ricavare l’elenco dei siti che caricano questo genere di contenuti e inserirli in una lista nera, più conosciuta con il termine inglese di “black list”, che viene fornita ai fornitori di servizi internet perché ne venga inibita la navigazione, attraverso sistemi tecnici di filtraggio.
Se navigando ci si imbatte, anche involontariamente, in uno di questi siti interdetti appare solitamente un’apposita “stop page”, una pagina di blocco, contenente l’avviso di interdizione. Per questo esistono tecniche “segrete” di scambio di questo tipo di materiale illegale.
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