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Confesercenti vuole incentivi per sopportare meglio i costi

Confesercenti vuole incentivi per sopportare meglio i costi

VIAREGGIO. «Ho cercato di trattare con il proprietario del mio fondo. Gli ho chiesto se poteva ridurmi l’affitto: gli affari sono un percorso sempre più a ostacoli. Mi ha detto: ok, ti tolgo 100 euro...

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VIAREGGIO. «Ho cercato di trattare con il proprietario del mio fondo. Gli ho chiesto se poteva ridurmi l’affitto: gli affari sono un percorso sempre più a ostacoli. Mi ha detto: ok, ti tolgo 100 euro al mese. Peccato che ne pago quasi 3.000. E mi sono sentito preso in giro».
È lo sfogo di un commerciante a puntare il dito ancora una volta sulla questione degli affitti commerciali. Soprattutto di quanto influiscono sul bilancio di ogni impresa. È sempre stato un argomento difficile a Viareggio: non si contano gli Sos dalla Passeggiata, dal centro città o da altre zone dove si trovano negozi perché si cerchi il più possibile di venire incontro agli esercenti, costretti a sobbarcarsi costi fissi pesanti. Cifre tali per cui l’attività ha bisogno di decollare prima possibile, pena una chiusura ben prima di quanto si possa immaginare.
«È chiaro che la rendita immobiliare derivante dagli affitti - afferma Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Lucca e Versilia - condiziona il commercio, a Viareggio come altrove. È questo il motivo per cui le piccole attività, quelle a conduzione familiare, lasciano sempre più il posto alle catene e ai marchi della grande distribuzione: loro possono permettersi di pagare affitti mensili senza che il proprio bilancio venga messo in crisi. Ok, gli affitti dei negozi sono alti e lo diciamo da tempo: ma forse bisogna cominciare a pensare che il problema va affrontato in altro modo».
Secondo Giampaoli, infatti, «è difficile contrastare quello che è un interesse privato legittimo. Lo dico da rappresentante dei commercianti: perché il proprietario di un fondo dovrebbe privarsi di un guadagno possibile sul mercato con un bene di cui ha la piena disponibilità? Forse la questione va posto in altro modo e da questo punto di vista sono le amministrazioni pubbliche che possono fare qualcosa». Confesercenti pensa agli incentivi «che un’amministrazione può dare al commercio. Una formula che noi chiediamo perché si permetta di sopportare meglio costi fissi che sono e restano un peso per le attività commerciali. Un esempio? Ci sono attività che fanno operazioni meritorie, ma non vengono premiate con riduzioni fiscali o altre agevolazioni. Io credo che sia quella la strada: premiare i buoni comportamenti e non punire quelli ritenuti scorretti. Termine che, nel settore degli affitti che fanno parte di un libero mercato, non si può proprio usare». Giampaoli, insomma, non crede a «un Comune che supertassa i fondi non subaffittati per invogliare i proprietari ad abbassare le pretese. È una scelta che può rivelarsi controproducente». (m.t.)

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