Il Tirreno

Versilia

Per il centro città declino senza fine

di Donatella Francesconi
Per il centro città declino senza fine

Brunello Volpe lancia il dibattito: «Ormai vende anche chi ha la seconda casa. E a comprare sono i cinesi»

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VIAREGGIO. Il recupero del mercato di piazza Cavour, il degrado del centro città, gli affitti ancora troppo alti, l’assedio dei giovani stranieri che vivono spacciando: la cartoleria “Centrale” di Brunello Volpe, commerciante ma anche volto noto della politica cittadina, un bisnonno sindaco di Viareggio, è punto di incontro e discussione. Qui passano clienti, ma anche racconti, testimonianze, pezzi di vita. E da qui si gode di un osservatorio privilegiato sulla città.

«Lo vedi lui? Qui intorno sono tutti così...», spiega Volpe al cronista. Il “lui” indicato è un anziano che sta trascinando faticosamente, passo dopo passo, le gambe verso la soglia di casa. «Il centro città è questo - continua il commerciante -: solo anziani, e tanti stranieri che vivono alla giornata, per lo più di spaccio».

Il fondo davanti alla cartoleria di Volpe è chiuso da tempo: dieci anni fa c’era un frequentatissimo negozio di abbigliamento; poi è arrivata una rivendita di cicli; ed ancora una attività che proponeva prodotti per la casa. Ora è chiuso, nonostante la posizione centralissima, vista sulla Galleria Nettuno, sulla Passeggiata a portata di mano.

«Il centro città è stato volutamente abbandonato», sono le parole di Volpe: «E devastanti sono stati i dieci anni della Giunta di Marco Marcucci, La città che sogno io è allegra e turistica. Quella disegnata in quegli anni è stata, invece, quella che vide vincere la politica grigia del socialismo reale. Un modello che ha poi aperto la porta alla destra di Lunardini. Ed è anche un po’ colpa mia: all’epoca della prima vittoria di Marcucci avevo appena lasciato la segretaria del partito che poi, oggi, è diventato il Pd...».

Oggi che vanno via anche i proprietari delle seconde case: «Dopo le 18 il centro è deserto ed in giro ci sono solo gli spacciatori. Di giorno, invece, solo disgraziati di tutti i tipi. Gli immobili perdono valore e anche chi aveva la seconda casa non vede l’ora di vendere, magari ai cinesi che comprano un po’ ovunque». E qui andrebbe aperto il capitolo flussi di denaro a Viareggio, che nessuno controlla, come se la città non fosse crocevia di molteplici interessi. Compresi quelli di chi agisce - si racconta - taglieggiando le attività commerciali della Passeggiata.

Alla domanda se i progetti dell’amministrazione Del Ghingaro per il Piazzone possano avere un effetto positivo sulla situazione che Volpe descrive, il commerciante risponde andando indietro con la memoria: «Trent’anni fa presentammo il progetto dell’architetto Stefano Montemagni che prevedeva il recupero della parte superiore del loggiato del Belluomini, un ristorante, la piazza libera e dedicata al solo mercato ambulante del giovedì, le scale mobili, i parcheggi sotterranei, le pensiline laterali rialzate e collegate per offrire percorsi al chiuso. I commercianti mi volevano picchiare, sostenendo che volevo portar via loro la clientela».

Per il mercato è arrivato il degrado che oggi è sotto gli occhi di tutti. Ma, a detta di Volpe, meglio non è andata ai tentativi di riqualificare la città: «Penso a via Garibaldi. All’epoca proposi di utilizzare il modello del viale di accesso a Forte dei Marmi per creare una strada da vivere, da passeggiare. Il modello proposto non mi convinceva all’epoca e non mi pare che convinca nell’attualità...».

La profezia è da brividi: «Siamo destinati al declino». Declino evitabile solo se vi fosse «una città che si scuote e partecipa. Invece viviamo in una città che non ha né le risorse fisiche e neppure quelle morali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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