Lutto
Gli 007 negli hotel di Forte per il summit dei ministri
Passati al setaccio gli alberghi extralusso dove alloggeranno i big del Pianeta I Grandi saranno in Versilia il 10 e 11 aprile in occasione del G7 degli Esteri a Lucca
FORTE DEI MARMI. La delegazione giapponese è stata quella più difficile da sistemare. Sono stati fatti sopralluoghi, infatti, in tutti, ma proprio tutti, gli hotel di lusso della Versilia, ma non ce n’era uno dove si potessero installare i loro ponti radio, sofisticati device per la sicurezza, alcuni dei quali, peraltro, nemmeno legali in Italia. Quella americana pure ha dato del filo da torcere alla società incaricata di cercare alloggi per i big del Pianeta che parteciperanno al G7 degli Esteri a Lucca (il 10 e l’11 aprile): serviva una struttura con almeno cinquanta camere di lusso, di cui almeno una fatta a sandwich, ossia circondata da quattro camere, una sopra, una sotto, due ai lati, da destinare al segretario di Stato americano Rex Tillerson e ai suoi bodygard. Ma a Forte dei Marmi pare che nessuno dei quattro hotel a cinque stelle aperti in questo periodo (in totale sono cinque) andasse bene, e alla fine la delegazione a stelle e strisce è stata dirottata verso Viareggio. Alloggeranno in due hotel: il Principe di Piemonte e l’Astor, che non sono a cinque stelle (anche se non è certo il lusso che gli manca), ma, almeno, garantiscono il minimo di sicurezza richiesto per i rappresentanti dei Paesi.
A una settimana di distanza dal G7, il piano dell’accoglienza non è ancora definito del tutto. Le delegazioni sono state anche scremate e i gruppi di settanta persone sono stati tagliati a trenta, al massimo quaranta. «Il punto è che i nostri hotel sono di lusso, ma sono di mare, da vacanza - spiega Paolo Corchia, presidente regionale di Federalberghi - Non hanno la struttura adatta per questi eventi, né tantomeno le dimensioni dal momento che, al massimo, hanno 30 o 35 camere».
Gli hotel dovevano garantire, in altre parole, delle condicio sine qua non di sicurezza. Piazzati in una zona facile da controllare (Lucca ad esempio non andava bene) con stanze fatte in un certo modo. Ma poi i controlli non si fermeranno qui. Anzi. Prima dell’arrivo delle delegazioni gli alberghi verranno passati al setaccio dall’intelligence italiana. E anche durante il summit verranno monitorati 24 ore su 24. L’asticella del rischio del terrorismo si è alzata infatti dopo gli ultimi due attentati - quello di Londra il 22 marzo scorso e quello di ieri a San Pietroburgo - che sembrano aver preso di mira i politici. Il primo, quello di Londra, è avvenuto infatti a Parliament Square a un passo del Palazzo di Westminster. L’altro nella metropolitana di San Pietroburgo, non molto distante però da dove il capo del Cremlino era appena intervenuto a un convegno sui media.
Le forze dell’ordine che verranno dispiegate sono tante. Oltre agli uomini messi in campo dalla Questura di Lucca ci saranno altri cento, centocinquanta uomini, che terranno sotto controllo la zona “rossa” del Forte dei Marmi (oltre a quella di Lucca, dove prenderà vita l’incontro): viale Morin e Via Caio Duili, dove alloggerà la maggior parte delle delegazioni. Tre gli hotel del Forte dove alloggeranno i ministri: hotel Augustus, Principe e Byron. Le forze dell’ordine e gli uomini della scorta alloggeranno lì vicino: all’hotel President (che farà anche da base per i mezzi) e negli altri alberghi della zona.
Per due giorni Forte dei Marmi e a Viareggio verranno controllate a vista. Auto blu e scorte di polizia. Controlli a tappeto, per poi tornare alla normalità vip.
MelaniaCarneval
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