Il Tirreno

Versilia

«Ecco perché lasciamo la sede di piazza Dante»

di Cesare Bonifazi
«Ecco perché lasciamo la sede di piazza Dante»

Il responsabile di Alleanza Assicurazioni: «Troppi pericoli»

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VIAREGGIO. Risse, degrado, spaccio e criminalità non sono di certo un buon biglietto da visita per coloro che devono firmare una polizza assicurativa. Ed è proprio per questo motivo che il responsabile versiliese dell’Alleanza Assicurazioni, Erminio De Mare, ha deciso di trasferirsi altrove, a Lido di Camaiore per la precisione, per continuare a lavorare. Un luogo più sicuro o che per lo meno dà questa impressione.

«La situazione era diventata insostenibile - racconta - si era venuta a creare molta tensione: la piazza è pericolosa. Soprattutto durante il pomeriggio si accalcavano sotto la nostra ex sede gruppetti di persone, per lo più extracomunitari, che suscitavano molte lamentele da parte della nostra clientela».

Una condizione che era percepita in maniera sensibile anche nei momenti in cui non succedeva niente di particolare: «Quando arrivavano delle signore da sole - prosegue - ci chiedevano di accompagnarle fino alla macchina perché non si sentivano sicure a camminare da sole: avevano paura. Io stesso - confessa - quando rincasavo dall’ufficio mi guardavo bene intorno per vedere che non ci fosse qualche malintenzionato. Non era raro anche che coloro che dovevano venire da noi fossero costretti a scavalcare letteralmente le persone che si sedevano sugli scalini del portone».

E si domanda: «Come avrei potuto portare un cliente a prendere un caffè in quella zona? Era decisamente una presentazione poco rispettosa del nostro lavoro».

E pare che anche il coprifuoco che fu imposto dal commissario prefettizio Fabrizio Stelo non avesse in alcun modo risolto i problemi: «Queste persone che frequentano la zona - precisa De Mare - stanno lì tutto il giorno tutti i giorni e noi, avendo orari di ufficio, non rientravamo nella chiusura delle attività. Mi spiego meglio: il divieto scattava alle 19.30 quando noi ormai eravamo ancora in ufficio ma chiusi al pubblico quindi non c’è stato alcun beneficio diretto. E oltre alle lamentele dei clienti o potenziali tali, c’era anche il timore per i nostri dipendenti e collaboratori».

Disagi che condizionavano i lavoratori che non si sentivano affatto sicuri ad uscire la sera in piazza; tanto che De Mare ha deciso di riportare questa situazione alla direzione generale proponendo un progetto di trasferimento che fosse anche conveniente per l’azienda: contestualmente allo spostamento nella zona del Secco, sono state chiuse le filiali di Camaiore e di Pietrasanta.

«Ai miei superiori ho portato prove evidenti del fatto che in piazza non si poteva proprio vivere - conclude - avevamo anche organizzato una raccolta di firme per i nostri clienti e collaboratori. Il nostro direttore si è reso conto del nostro disagio e abbiamo affrontato insieme questa piccola “emergenza”. Adesso abbiamo un nuovo quartier generale che comunque è strategicamente ben posizionato e riusciamo comunque ad essere piuttosto vicini a molti dei nostri clienti che hanno perso gli uffici di Camaiore e Pietrasanta. Tutto però è partito da questo forte disagio che è partito da Viareggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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