La manifestazione
Case vuote usate come rifugi
Si trova due persone alla porta di ingresso nella notte
VIAREGGIO. Troppo facile entrare nelle case disabitate del centro città, chiuse ma non troppo, magari perché in attesa di qualcuno che acquisti e ristrutturi, o che arrivi la stagione estiva per affittare ai turisti. Così una famiglia residente in via Zanardelli, nella zona del ristorante “Otto etti”, si è ritrovato a vivere come in un brutto film l’invasione di alcune persone che cercavano riparo per la notte.
Le case viareggine, è noto, sono spesso un dedalo di passetti, cortili, scale, attraverso le quali si finisce per passare da una abitazione all’altra. Chi è pratico sa dove inizia casa propria e dove finisce quella degli altri. Chi, invece, si infila in una porta a caso e poi scavalca e poi prende una scala come capita, pensando che tutto sia disabitato e che ad un certo momento troverà il riparo che cerca, invece rischia di ritrovarsi nel salotto di chi in una o nell’altra casa abita.
È accaduto così, qualche giorno fa, alla famiglia che al vetro della porta di casa si è vista arrivare - appunto dall’interno dei passaggi sul retro - almeno un paio di persone, tutte e due straniere, ben decise e trovare un rifugio dove dormire e forse anche restare a vivere.
Mentre il marito stava dormendo, la moglie - che si è accorta di cosa stessa accadendo - ha battuto ripetutamente le mani nella vetrage di ingresso, gridando agli intrusi che andassero via. Una scena che non è passata inosservata nella strada ancora frequentata, nonostante fosse sera, proprio per la presenza del ristorante che ha saputo farsi apprezzare. «E non se ne volevano andare neanche per idea», racconta chi era in zona.
Un fenomeno, quello dell’occupazione di abitazione da parte di chi non ha un riparo e vive per strada, più diffuso soprattutto in centro città di quanto si possa immaginare. Occupazioni che non portano necessariamente a subire dei furti, ma a ritrovarsi la casa “vissuta” anche se non vi si abita. Nella zona di via Sant’Andrea, nei dintorni della chiesa, c’è anche chi - avendo acquistato una costosa abitazione - ha scoperto gli intrusi al momento di mettere mani ai lavori necessari per la ristrutturazione.
Senza contare che la presenza di giovanissimi stranieri nullafacenti e per lo più dediti allo spaccio è aumentata nella zone “calde” della città appena si è “affacciata” la primavera. Estendendosi fino a tutta la via Mazzini, dove ci sono dei bar punto di riferimento quasi esclusivamente di questo tipo di clientela.
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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