Gioco
Rischio contestazione al Palace i balneari incontrano Borgo
Presidio degli irriducibili contro le aste delle spiagge per l’arrivo del presidente del sindacato Sib Licordari (Confindustria): «La riforma del Governo farà sì che altri europei vengano a comprarci»
VIAREGGIO. Oggi a Viareggio arriva Riccardo Borgo, presidente del sindacato balneare Sib Confcommercio. Alle 15,30 incontra la categoria all’Hotel Palace in Passeggiata: l’argomento, manco a dirlo, è la direttiva Bolkestein e le conseguenze sull’assegnazione delle spiagge. Il rischio è di un’aperta contestazione dei colleghi, in particolare degli irriducibili contro le cosiddette “aste” previste dal disegno di legge del Governo. Disegno di legge di cui, invece, sia Borgo che il collega della Fiba Confesercenti Vincenzo Lardinelli, danno una lettura tendente al positivo. Soprattutto per gli aspetti riguardanti le tutele promesse ai balneari oggi al lavoro sui litorali.
Borgo parlerà proprio del progetto di riforma del Governo e degli aspetti che, a suo dire, sono da rimarcare come buoni. Il Sib, così come la Fiba, ritiene di dover trattare con l’Esecutivo per riformare un sistema che inevitabilmente non potrà più tornare come prima. L’abolizione del rinnovo automatico delle concessioni demaniali e del “diritto di insitenza” a favore dei balneari hanno già modificato il quadro entro cui si muovono i titolari degli stabilimenti. Di conseguenza ha poco senso, spiegano i sindacati maggiori, continuare a rifiutare qualsiasi tipo di accordo con il Governo. Tesi che invece portano avanti sindacati come Cna, sostenuto dal Comitato versiliese di Emiliano Favilla. Che oggi ha annunciato un presidio al Palace per la presenza di Borgo.
Profonda preoccupazione per il disegno di legge del Governo sul riordino del demanio viene espressa da Federturismo Confindustria a cui tramite Assobalneari aderiscono alcune imprese versiliesi. «Un ddl - ha sottolineato Fabrizio Licordari - che rischia di modificare unilateralmente in Europa le condizioni di accesso al mercato senza garantire reciprocità con altri Paesi europei, nostri diretti concorrenti, che potranno, se approvata la norma, acquisire liberamente la gestione del nostro patrimonio demaniale senza possibilità di reciprocità per i nostri imprenditori. In Spagna - spiega ancora Federturismo - la normativa approvata dal Governo ha prorogato, con il tacito consenso delle istituzioni europee, le concessioni demaniali da un minimo di 30 a un massimo di 75 anni. In Portogallo nel 2007 è stato istituito il diritto di preferenza per il concessionario uscente, con concessioni con durata fino a 75 anni senza nessun richiamo o procedure ad oggi da parte di Bruxelles: in Olanda le concessioni portuali si rinnovano automaticamente ogni 6 anni. Queste situazioni dimostrano come la volontà politica nazionale sia stata sufficiente a garantire e tutelare lo sviluppo e la competitività dei rispettivi comparti turistici nazionali. L'Italia - giova ricordare - come destinazione turistica, è tuttavia scivolata negli anni al 5° posto della classifica mondiale proprio a causa della forte concorrenza di altri Paesi che sul turismo hanno puntato in modo deciso».
«In Italia, al contrario, - continua Federturismo - sembra da tempo essere stata intrapresa la direzione che porta all’evidenza pubblica di tutte le concessioni demaniali oggi in essere, senza tenere conto della drammatica asimmetria competitiva che il nostro Paese, e la nostra industria turistica, subirebbe da parte dei nostri diretti competitor. Il tema non è quello di “tutelare posizioni di rendita”, come troppo spesso si è liquidata la faccenda, ma quello di garantire che fra le imprese italiane e quelle dei concorrenti europei vi siano condizioni di reciprocità e leale concorrenza. Per tale ragione - conclude Federturismo - chiediamo con forza che Governo e Parlamento fermino immediatamente il processo normativo di riordino delle concessioni demaniali». (m.t.-a.p.)
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