Il Tirreno

Versilia

«Città al crac: colpa di Pd e FI»

di Donatella Francesconi
«Città al crac: colpa di Pd e FI»

Sindaco, assessore Servetti e consiglieri comunali attaccano la politica dopo il caso “I Care”

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VIAREGGIO. Il fallimento della Viareggio Patrimonio che il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha annunciato in consiglio comunale di avere intenzione di affrontare proponendo l’Ente locale come assuntore in un concordato fallimentare, dilania la politica viareggina. Dopo la risposta del primo cittadino al “Tirreno” in relazione alla non scelta - come amministrazione - del fallimento della società pubblica, strada indicata dal liquidatore Marco Marchi alla quale l’amministrazione Del Ghingaro ha solo “aderito”, sono arrivate le parole del capogruppo del Pd, Luca Poletti: «Un attimo prima del consiglio comunale che votò la delibera relativa al fallimento della Patrimonio, il sindaco illustrò a grandi linee la situazione della società, esposta nella relazione di Marchi, e disse con chiarezza di condividere la scelta di chiedere il fallimento come unica soluzione».

Dura la presa di posizione del capogruppo della Lista Del Ghingaro, David Zappelli: «Chi oggi continua a dire che il fallimento è stata una scelta e non una presa d’atto ha sicuramente il secondo fine, neanche tanto occulto, di evitare imbarazzanti coinvolgimenti di responsabilità cercando, in modo molto infantile, di dare la colpa ad altri. Per questo mi auguro che la magistratura inquirente faccia presto e lotti contro il tempo della prescrizione affinché vengano imputate precise responsabilità personali che, ovvio, non possono essere addossate all’attuale amministrazione».

Oggi che è toccato al curatore della Patrimonio, Donato Bellomo, mettere all’attenzione della Procura gli illeciti riscontrati nel crac della società, il tema della responsabilità esplode negli stessi giorni in cui una sentenza delle terza commissione tributaria sembra porre in bilico l’esistenza della stessa “I Care” che il servizio tributi ha ereditato dalla Patrimonio. A Poletti, Zappelli chiede «un’ammissione di responsabilità per il ruolo che parte dei dirigenti del partito ha avuto nel disastro. Ciò vale ovviamente anche per Alessandro Santini: Pd e Forza Italia sono i responsabili del dissesto del Comune e del fallimento Patrimonio. Non noi».

L’assessore al bilancio Laura Servetti aggiunge: «Non accetto che un esponente di un partito si permetta di insinuare a neanche poi tanto velatamente a che il sindaco (e quindi noi assessori e quindi i consiglieri) si sarebbe fatto parte attiva per favorire il fallimento. Noi siamo persone oneste: non temiamo rilievi o indagini da parte di chicchessia: anzi ce li auguriamo, non abbiamo da nascondere nulla».

Parole analoghe quelle utilizzate dal sindaco: «Non vorrei che a forza di girarle intorno la si venisse a cercare a casa nostra la famigerata colpa, sostenendo che le azioni fatte e che stiamo mettendo in atto per risolvere i casini causati da altri, diventino esse stesse, in un magico rovesciamento di frittata, in maniera pretestuosa, l’oggetto di discussione. Che si guardi alle cose che hanno fatto alcuni geni per portare al disastro la città e non a quelle che faticosamente la mettono a posto. Ripeto: la colpa non cercatela a casa nostra».

Il capogruppo Pd ha chiesto la convocazione urgente della commissione bilancio, presieduta da Stefania Carraresi che risponde così in merito al fallimento della Patrimonio: «C'era da agire in fretta per cercare di ricomporre un assurdo mosaico senza privare il Comune e i cittadini di servizi essenziali. Ecco cosa è stato fatto, nel pieno della legalità. Con l'intento di salvaguardare i posti di lavoro. Non dobbiamo dare ulteriori spiegazioni e motivazioni a tutto ciò che fu ampiamente sviscerato in commissione ed in consiglio comunale a suo tempo sul tema Viareggio Patrimonio/ I Care».

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