Gioco
Trovati i fondi per il nuovo Ittico
L’opera, ferma da anni, sarà completata dal Comune Il sindaco: la Regione ha sbloccato il contributo residuo
VIAREGGIO. Nuovo mercato ittico, la Regione ha trovato i fondi necessari per completare i lavori che passano nuovamente al Comune dopo che il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo aveva rimandato a Firenze l'intera pratica, preso atto del dissesto dei conti del Comune. A confermare che le somme necessarie al completamento è il sindaco Giorgio Del Ghingaro. Pur avendo la Regione Toscana, per il 2017, un bilancio molto contratto, «i fondi per terminare il mercato ittico di Viareggio sono stati trovati», sono le parole del primo cittadino al "Tirreno", «tra quelli vincolati con destinazione ad Enti».
Ora la "palla" è davvero tutta nelle mani degli uffici comunali e dell'amministrazione che dovrà inevitabilmente tracciare una linea di confine netta tra ieri ed oggi: «Il nuovo mercato ittico non sarà trasparente, ma di più», è l'impegno di Del Ghingaro.
Con determina numero 2081 del 17 ottobre 2014, un attimo prima che l'amministrazione dell'allora sindaco Leonardo Betti decada prematuramente, l'allora dirigente del settore lavori pubblici del Comune, ingegnere Riccardo Raffaelli firma l'affidamento definitivo - alla ditta "Ascani Impianti e Costruzioni Srl" - dell'esecuzione dei lavori di completamento del nuovo Mercato Ittico. L'azienda - con sede a Grottammare (Ascoli Piceno) - opera, si legge sul suo sito, «nel settore appalti pubblici da oltre vent'anni, lavorando in tutta Italia prevalentemente per ministero della difesa, esercito, Aeronautica militare ed il Comando generale dell'Arma dei carabinieri, realizzando, per quest' ultimo, la nuova base nato in Kosovo».
Il valore complessivo dell'appalto è indicato in determina nella cifra di l'importo netto di 1.179.564,17 euro, dei quali 554.139,32 è il valore dell'importo netto. Ed è impossibile non ricordare il "balletto" delle cifre che negli ultimi anno ha accompagnato la realizzazione dell'opera. Come si legge nelle carte di indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca dopo il fallimento della "Quadrifoglio"e l'interruzione dei lavori (giugno 2012), il progettista esterno architetto Francesco Tomassi attraverso una email del 24 settembre 2013 apprende dal Raffaelli «che l'importo disponibile per l'edificio in oggetto è pari ad euro 1.324.652,66 al netto dell'Iva». La determina 869 del luglio dello stesso anno, però - mettono in evidenza i carabinieri - che ha per oggetto "Completamento del mercato ittico, indizione di gara" e che porta la firma dello stesso Raffaelli indica in 1.096.000 euro l'importo complessivo per il completamento dell'opera, come da progetto predisposto dallo stesso Tomassi.
Che le cifre "ballano" lo ammetterà lo stesso dirigente che deciderà di rendere spontanee dichiarazioni davanti al Gip, Silvia Mugnaini, la quale deciderà di negare l'autorizzazione ad intercettazioni e perquisizioni necessari all'indagine.
Oltre a questo aspetto, oggi che i lavori ripartiranno sotto le insegne dell'Ente pubblico, si pone un'altra delle questioni sollevate nell'indagine che punta i riflettori sul sistema di progettazioni interne/esterne e sugli incentivi riscossi dai dipendente pubblici: quella delle cifre che l'architetto Tomassi ritiene di dover ancora riscuotere dal Comune.
Tanto da presentare ammissione alla massa passiva dell'Organismo straordinario di liquidazione per 45.246, 53 euro. Istanza respinta dall'Osl ritenendo che «il credito rimane di competenza del Comune, trattandosi di fondi vincolati». Come vincolata era tutta la somma di 2,5 milioni che la Regione aveva stanziato per l’opera.
Il professionista ha definito il rifiuto «apodittico, immotivato e comunque privo di fondamento giuridico», come si legge nel verbale di deliberazione Osl numero 67 dell’11 ottobre 2016.
Gli uffici comunali competenti - è la domanda del consigliere di Forza Italia, Alessandro Santini - «ritengono la cifra dovuta, oppure no? Una risposta è dovuta per fare completa chiarezza sulla vicenda che è stata approfondita nei particolari dalle indagini dell'Arma».
Donatella Francesconi
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