Toscana
Tre milioni di debito Ersu Ma Massarosa ha un piano
Più di metà della cifra dovuta dal Comune è stata ceduta al Monte dei Paschi Ramacciotti: «Non sono preoccupato per la situazione dei pagamenti»
MASSAROSA. Uno “scoperto”, pari a 2 milioni e 808 mila euro, che lascia in scia qualche inquietudine di troppo alla voce bilancio di Ersu spa e polemiche invelenite con tanto di richiesta di dimissioni e repliche irate che erano state recepite anche dal consigliere di minoranza, Alberto Coluccini.
Ma andiamo con ordine: il comune-socio debitore, del caso, è quello di Massarosa che al 31 dicembre scorso doveva ancora versare alla società demandata al servizio rifiuti sul comprensorio poco meno di 3 milioni di euro. Non proprio spiccioli. Situazione si attenzionata, ma comunque sotto controllo a detta del presidente di Ersu, Alberto Ramacciotti.
«Al Monte dei Paschi, con operazione “factoring” abbiamo ceduto 1 milione e 800 mila euro dell’importo in questione. Il debito residuo lordo (oggetto di piano di rientro, fino ad oggi rispettato da Massarosa) è pari a 1.008.340, euro, dal quale andrebbero comunque detratte note di credito per premio di efficienza sulla differenziata. Non vedo problemi», fa sapere Ramacciotti.
Ne vede, invece, il capogruppo di maggioranza del comune di Pietrasanta, Alberto Giovannetti. «Massarosa è indietro nei pagamenti per quasi 3 milioni di euro e Ramacciotti ha aspettato un anno ad intervenire? In passato, per cifre ben più irrisorie, Pietrasanta aveva dovuto fare fronte a dei decreti ingiuntivi. Ramacciotti deve dimettersi da presidente per come ha gestito questa situazione e il direttore di Ersu, Walter Bresciani Gatti, visti risultati sul territorio, deve vedere ridimensionati competenze e stipendio».
Parole rigettate dallo stesso Ramacciotti: «L’astinenza dal potere, che fortunatamente per i cittadini di Pietrasanta dura da tempo, scatena periodicamente in Giovannetti crisi di invidia. Deve essere terribile, per chi ha una visione feudale della società, così radicata come la sua, avere a che fare con persone non manovrabili che resistono ad ogni genere di “pressing”: Per quanto riguarda lo stipendio di Bresciani Gatti è costituito da una quota fissa annua di 135 mila euro e da una quota annua di 20 mila euro legata al conseguimento di precisi risultati ed il tutto è scritto sul sito di Ersu. Importo, ampiamente meritato e giustificato dai brillanti risultati conseguiti dall’azienda, riconosciuti ed approvati anche dal socio unico RetiAmbiente, notevolmente inferiore a quanto gli era stato concesso, con regolare (anche se molto discutibile) contratto nell’era Giovannetti».
E continua: «Diversamente da quanto era abitudine dello stesso Giovannetti (trattamenti di favore per i comuni amici con conseguenti voragini nei conti dell’azienda, che ricadevano su tutti) adottiamo gli stessi prezzi, patti, condizioni e trattamenti per tutti i Comuni (vedasi operazioni di factoring con i comuni di Pietrasanta, a suo tempo, e Massarosa, attualmente). L’azienda - precisa Ramacciotti - non solo è risanata, ma registra ogni anno eccellenti risultati; Da parte nostra continueremo a lavorare con serietà, onestà ed impegno. Quindi lasciamo Giovannetti a nuotare nelle sue elucubrazioni raccomandandogli molta prudenza perché una così grande quantità di ignoranza delle cose, incapacità, arroganza e invidia, concentrate in un’unica persona, costituisce un fatto straordinario».
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