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Versilia

Pietrasanta sotto scacco dei ladri: «Rubano e ci sbeffeggiano pure»

Pietrasanta sotto scacco dei ladri: «Rubano e ci sbeffeggiano pure»

I racconti delle vittime dei colpi riusciti o tentati: c’è chi si è trovato faccia a faccia coi criminali «Ti puntano la torcia contro, mostrano oggetti affilati. E si mettono anche a fumare in giardino»

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PIETRASANTA. Fra un furto e l’altro, così per ingannare il tempo e prendere fiato, si sono seduti intorno ad un tavolo nel giardino del derubato di turno: al buio hanno fumato, sussurrato probabilmente qualcosa, magari ridendo della facilità con cui si entra nelle case delle vittime eludendo porte in legno, inferriate, talvolta anche il sistema di allarme.

Quello che è andato in scena negli ultimi quattro-cinque giorni nel cuore di Pietrasanta è una escalation di furti che non sembra conoscere pausa: tre raid in zona Traversagna-via del Castagno, uno lungo la via Aurelia, un altro a Ponterosso, uno nel quartiere Africa. C’è chi denuncia alle forze dell’ordine - questa dovrebbe essere la regola e non un’opzione, chi segnala all’amico, chi si affida ai gruppi Whatsapp, chi ancora chiama i giornali e si definisce disperato. E indifeso.

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Giovedì notte, proprio in Traversagna, un uomo si è svegliato nella sua casa ritrovandosi faccia a faccia con un ladro incappucciato: quest’ultimo, freddamente, gli ha puntato la torcia sul volto, mentre con l’altra mano brandiva un arnese affilato. Attimi dove tutto poteva accadere: le urla del proprietario dell’abitazione hanno fatto capire al delinquente, supportato da un “palo” all’esterno, di non poter andare oltre. Uno scatto improvviso e poi i due, di corsa, si sono diretti verso la ferrovia, portandosi dietro una borsa con documenti, carta di credito, soldi ed altro. Forse gli stessi ladri - del resto le due abitazioni colpite si trovano ad una decina di metri l’una dall'altra - si erano poco prima concentrati sul seminterrato di un alloggio con vista su una strada privata: forzata la porta d’ingresso - con marito e moglie che dormivano al piano superiore - hanno messo mano su un tablet, qualche oggetto e soldi. Per poi appunto rintemprarsi da fatiche e stress complice l’oscurità, intorno ad un tavolo.

Furto non andato fortunatamente a segno, invece, in zona Pollino: in questo caso il proprietario sentendo dei rumori, si è affacciato dalla finestra della camera da letto e ha visto ancora una volta due uomini nel giardino: ha urlato, uno di questi, quasi a sfida, gli ha puntato la torcia contro per poi voltare le spalle e allontanarsi con tutta calma. Il fatto curioso, ed inquietante, è che l’allarme perimetrale esterno, regolarmente innescato, in questo caso non ha suonato. Ieri una nostra lettrice - che abita nel quartiere Africa - raccontava di essere stata svegliata in piena notte dall’abbaiare del proprio cane, che aveva lasciato accovacciato poco prima in salotto: è scesa di corsa e vedendolo ringhiare alla porta d’ingresso ha capito che qualcuno, dall’esterno, stava tentando di forzare la serratura. «Ho gridato con tutto il fiato che avevo: sono sola in casa e dalla paura non riuscivo a muoversi. Sono corsa al piano superiore e dalla finestra ho visto una figura di uomo fuggire lungo la strada. Se ho chiamato carabinieri e polizia? Non l’ho ancora fatto e non so se lo farò: non credo che possano fare granché, come ho verificato in passato, magari sarebbe meglio vedere più volanti a giro di notte», dice. Sempre negli ultimi giorni c'è chi si è visto rubare una borsa con soldi, in pieno giorno, che aveva lasciato in salotto davanti ad una finestra rimasta aperta, ancora in zona Traversagna: analogo destino per una ragazza che, dopo avere parcheggiato l’auto dalle parti di Fiumetto per andare a fare jogging, al ritorno ha trovato il portabagagli forzato senza più la borsa al suo interno. Un bollettino di guerra che lascia spesso in scia una percezione di solitudine per il derubato, chiamato a rifare documenti e bloccare carte di credito e costretto ad alternarsi fra uffici e telefoni in una corsa contro il tempo.

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