Il Tirreno

Versilia

Informatico di 38 anni stroncato da un male

di Cesare Bonifazi
Informatico di 38 anni stroncato da un male

Massimo Fantoni lavorava alla Td Group: la morte alla vigilia del compleanno

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VIAREGGIO. «Non avrei mai pensato di avere un figlio tanto coraggioso», le parole sono quelle di Sandro Fantoni, il padre di Massimo, un informatico viareggino scomparso giovedì scorso stroncato da una malattia contro cui lottava da oltre un anno.

«Ha affrontato il suo male con molta forza e dignità - continua - senza mai lamentarsi. Posso dire di essere molto orgoglioso di lui e del modo in cui ha vissuto».

Massimo Fantoni aveva 38 anni, ne avrebbe compiuti 39 proprio domani, il 2 aprile. Ma la sua malattia se l’è portato via prima. Aveva studiato come ragioniere informatico all’Iti di Viareggio e dopo il diploma aveva trovato lavoro come programmatore alla Td Group di Migliarino. Amava lo sport in generale ed il calcio e il calcetto in particolare: andava spesso a giocare con gli amici più cari.

Conduceva una vita semplice fatta di lavoro, amici e casa, quella in cui viveva insieme alla madre, Vittoria Tognocchi, in via Sant’Agostino al Terminetto. Non era sposato né aveva figli ma aveva un forte legame con la famiglia.

Poco più di un anno fa aveva scoperto di essere malato: un tumore risultato incurabile che si stava propagando.

«Forse lo abbiamo preso troppo tardi e questo è stata anche colpa nostra- continua Fantoni - lui soffriva già da tempo di alcuni dolori ma avevamo dato tutta la colpa alla postura: al lavoro passava molto tempo seduto e pensavamo che fosse legato a quello. Ma ci sbagliavamo».

La famiglia di Massimo ha fatto di tutto per vincere il suo male: è stato portato anche al centro specialistico San Matteo di Pavia, ma non c’è stato niente da fare. Il personale oncologico dell’Istituto ha consigliato ai genitori di riportarlo a casa. Massimo si è spento giovedì nella clinica San Camillo di Forte dei Marmi. «È stata una tragedia per tutta la famiglia - ammette lo zio Renato, titolare del ristorante pizzeria Sa Playa in Passeggiata - era un ragazzo buono e non è una frase di circostanza, di quelle che si dicono in questi momenti. Lo penso seriamente: non avrebbe fatto male a una mosca. Quando uno è anziano mette in conto tutto, ma un male così, da giovani, è ingiusto».

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