Il Tirreno

Versilia

Il Pd: su I Care si esprima l’ufficio legale del Comune

di Donatella Francesconi
Il Pd: su I Care si esprima l’ufficio legale del Comune

Il capogruppo Poletti chiede la convocazione urgente della commissione bilancio E ricorda: Del Ghingaro difese il fallimento della Patrimonio prima del voto in consiglio

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VIAREGGIO. «Auspichiamo una presa di posizione anche degli uffici legali del Comune, non solo degli incaricati esterni dal sindaco dei quali alle volte non conosciamo neppure i nomi»: Luca Poletti, capogruppo del Partito democratico in consiglio affronta di petto la questione delle sentenza della terza commissione tributaria provinciale che sembra mettere in discussione la legittimità dell’attività di riscossione tributi effettuata oggi da “I Care”. Dopo l’intervista del sindaco Giorgio Del Ghingaro al “Tirreno”, Poletti dichiara: «Chiediamo l'audizione urgente dell'amministrazione in commissione bilancio, anche per affrontare la situazione del bilancio di “I Care” che ha visto la necessità di un ripiano da parte del Comune di oltre un milione per il 2016 e ne prevede un altro di 127mila euro per il 2017».

Poletti non si ferma alla mera questione tributi e affronta il tema del fallimento della Patrimonio, tornando sulle parole del primo cittadino al “Tirreno”: «Merita ricordare quanto successo nei giorni in cui fu deciso di presentare la richiesta di fallimento della società, fino alla definizione delle delibere che riaffidavano i servizi a I Care e Mover. Sulla richiesta di fallimento ricordo che il sindaco convocò, mezz'ora prima dell'assemblea che avrebbe determinato la scelta, i capigruppo di minoranza. Illustrò a grandi linee la situazione della società, esposta nella relazione di Marchi, e disse con chiarezza di condividere la scelta del fallimento come unica soluzione. Poi ci illustrò un parere legale, esterno all'ufficio legale del Comune, in cui si sosteneva la fallibilità della società e si affrontava la problematica della indisponibilità del patrimonio. Il sindaco era sicuro che ribadendo l'indisponibilità, lo stesso non potesse essere rimesso all'asta. Dare ora la responsabilità a Marchi, nominato dal sindaco, appare singolare. E desta sorpresa ed incredulità».

Nei giorni seguenti, ricorda ancora Poletti, « il consiglio, con i voti della maggioranza, tentò di revocare una serie di servizi e di riprendere la disponibilità degli impianti sportivi in una seduta tenutasi il giorno stesso della dichiarazione di fallimento da parte del tribunale. Provvedimenti che risultarono inefficaci e che dimostrarono l'assenza di un piano». Inoltre, il percorso che ha portato alla fine della Patrimonio e alla nascita di I Care fu segnato «da delibere che andavano e venivano, con modifiche fatte all'ultimo tuffo. Ricordo - conclude Poletti - che chiedemmo il Piano finanziario di I Care citando proprio in delibera quello che prevedeva il decreto Madia».

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