Il Tirreno

Versilia

Tassa sulle tombe, il Comune va avanti Rischiano in 1400

di Cesare Bonifazi
Tassa sulle tombe, il Comune va avanti Rischiano in 1400

L’amministrazione Mungai ricorrerà al Consiglio di Stato per ottenere il via libera sugli aumenti dei canoni cimiteriali

3 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Non c’è pace a Massarosa neanche per i defunti. Dopo l’annuncio dello stop del Tar agli aumenti decisi dal Comune sulle concessioni cimiteriali, si apre un altro capitolo nella questione delle tombe perpetue. Il sindaco Franco Mungai ha annunciato infatti che l’amministrazione tenterà di ribaltare la decisione del tribunale amministrativo che aveva annullato il provvedimento per istituire un canone per i loculi, le tombe e le cappelle gentilizie concesse prima del 1975.

Il ricorso è stato annunciato dal sindaco in persona durante l’ultimo Consiglio comunale. In questa occasione, durante la discussione sul bilancio il primo cittadino ha dato conferma della sua decisione.

Facendo un passo indietro, la vicenda nasce nell’autunno del 2015 quando nelle cassette delle lettere di tantissimi cittadini massarosesi era comparsa una lettera in cui venivano chiesti a ogni famiglia dai 600 ai 12mila euro per ogni caro estinto prima del 1975, entro 15 giorni dalla richiesta. Si trattava di contratti per loculi perpetui e che secondo i proprietari erano già saldati a suo tempo. Nonostante questo venivano chiesti 650 euro circa per i loculi, dai 1.300 ai 2.000 euro per tombe da uno o due posti, circa 12mila euro per una cappella gentilizia. La decisione aveva fatto infuriare i cittadini: tuttavia soltanto cinque su oltre mille abitanti decisero di far ricorso al tribunale amministrativo di Firenze. Ne è seguita una bagarre politica che ha riempito le cronache: il maggior detrattore del sindaco, il consigliere di opposizione Alberto Coluccini, aveva definito Mungai e i suoi dei “tombaroli”.

Il giudice aveva prima deciso per la sospensiva degli atti a febbraio dell’anno scorso per poi decretare definitivamente per la bocciatura del provvedimento nel dicembre scorso. Il Comune contava di incassare da questa operazione un milione e 970mila euro, considerando che le concessioni perpetue rappresentano circa il 10% del totale: circa 1400 famiglie massarosesi.

Tutti denari che sarebbero stati utili al bilancio comunale che non naviga in acque tranquille e a cui, stando così le cose, Il Comune dovrà rinunciare.

Il niet del Tar si basa sul fatto che alle tombe può essere applicato un canone ma coloro che prima di quella data avevano stipulato una concessione perpetua hanno già dato il loro “contributo”, inoltre sulla loro disciplina non può semplicemente intervenire il sindaco ma solo una legge statale: l’errore che ha commesso l’amministrazione è stato quindi quello di aver equiparato la disciplina delle concessioni perpetue a quella di quelle temporanee e la sentenza ha avuto come effetto quello di annullare completamente gli atti comunali che stabilivano questo canone. Il Tar ha dato ragione ai cittadini che quindi, per il momento, non dovranno spendere un euro.

Ma non è detto che questa sia la situazione definitiva: la giunta ricorrerà al Consiglio di Stato, il secondo grado di giudizio per quanto riguarda le questioni amministrative.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web